Giardini Naxos
Giardini Naxos

Molti di noi hanno tristemente acquisito una discreta familiarità con le notizie, provenienti da tutto il mondo, riguardanti vili attacchi terroristici perpetrati ai danni delle popolazioni civili di molti stati occidentali. Il terrore ha assunto una forma liquida, può esplodere in qualsiasi momento nei sotterranei di una metro, sotto l’arcata di una chiesa, in mezzo ad una strada affollata. Da questo dato obiettivo partono dunque le amministrazioni pubbliche per tentare di porre in essere politiche di prevenzione nei limiti del possibile. E allora andiamo a vedere la situazione a Giardini Naxos.

Progetto Videosorveglianza. Fonti interne all’Amministrazione comunale di Giardini rivelano che un primo sopralluogo che vada nella direzione dell’installazione di più impianti di videosorveglianza sul territorio naxiota è già stato eseguito da tecnici Fastweb. Nell’intenzione degli inquilini di Palazzo dei Naxioti, il numero totale di impianti dislocati sul territorio dovrebbe essere di 15 unità. Il costo dell’installazione di tali impianti, affermano fiduciosi gli amministratori, sarà coperto grazie all’implementazione del progetto “Dibawatt”, voluto due anni fa dal Vicesindaco Carmelo Giardina, che ha alleggerito la pressione fiscale che gravava sull’ente riguardo al consumo di energia elettrica del 50%. Appare opportuno ricordare ai lettori la feroce polemica, a suon di manifesti, che proprio due anni fa si scatenò tra l’allora gruppo di opposizione “Giardini Naxos – Bene Comune” (frazionatosi ora in tre anime con Antonella Arcidiacono rimasta fedele ad Agatino Bosco, l’indipendente Valentina Sofia ed il gruppo “Impegno per la nostra città” di cui fanno parte Alessandro Costantino, Mario Sapia ed Angelo Cundari) e l’amministrazione comunale. Mentre i primi denunciavano una presunta mistificazione da parte della maggioranza che, con l’implementazione del progetto Dibawatt, non solo non avrebbe fatto risparmiare i contribuenti ma ne avrebbe gravato le tasche per oltre 400 mila euro, i secondi rispondevano tacciando di meschinità l’opposizione perché, a loro dire, avrebbe giocato sull’equivoco della forma contrattuale stipulata dal Comune con l’azienda deputata a realizzare l’impianto. Si trattava infatti di un contratto di finanziamento c.d. “in leasing” dove la contestata somma di 400 mila euro sarebbe stata spalmata su più annualità al termine delle quali il Comune, estinguendo il finanziamento, avrebbe sensibilmente abbattuto i costi del proprio consumo energetico.

Modello Taormina impraticabile. Interrogati sull’ipotesi di chiudere alcune arterie viarie centrali del paese come il lungomare o di limitarne la viabilità per evitare attacchi terroristici come quello di Nizza, gli amministratori hanno considerato tale eventualità come impensabile. La cronica mancanza di parcheggi ed una viabilità già caotica e mal gestita, unita alla particolare conformazione territoriale di Giardini Naxos, causerebbero all’utenza disagi troppo onerosi da sopportare nell’ipotesi di adozione di provvedimenti simili a quelli adottati dal primo cittadino di Taormina per il Corso Umberto.

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