«Il lavoro qualificato per i giovani, la ricerca di una prospettiva di una svolta per il loro futuro deve essere un problema della politica. In questa terra dobbiamo evitare di scendere nello sconforto. Dobbiamo fare scelte nei settori strategici della nostra terra creando le condizioni per fare imprese e futuro. Occorre un progetto chiaro, serio e spendibile. Ed è quello che stiamo cercando di costruire. Dobbiamo dare diritti a chi non ne ha. E io ci credo». Lo ha dichiarato Fabrizio Micari alla presentazione della sua candidatura a presidente della Regione con la nomination del centrosinistra ufficialmente conferitagli da Matteo Renzi.

L’esperimento. «La proposta di questa candidatura e di questo progetto nasce dalla politica – ha dichiarato il Rettore – e la politica ha la capacità di mettere insieme forze che rappresentano il valore aggiunto anche in termini di capacità gestionale. È un esperimento importante unire le due cose, la passione civica e la capacità della politica».

Da Crocetta al cambiamento. «Crocetta ha fatto cose positive, così come cose che si potevano fare meglio ed altre che vanno ancora fatte. Non partiamo da zero, serve progettualità. A chi dice che la Sicilia è rassegnata io rispondo che è la delusione che porta alla rassegnazione. Ma non mi piace il concetto gattopardesco per il quale bisogna cambiare tutto perché tutto resti com’è. Penso che c’è la possibilità di cambiare. Si deve fare. Dobbiamo dare a chi non ha. A chi non ha una casa, un’occupazione. La sinistra ha un patrimonio di valori comuni, su questi dobbiamo costruire».

La foto della destra. Più che di centro-destra riunito e compatto, Micari ha parlato di «una destra che ha fatto quadrato su Musumeci perché hanno prevalso Salvini e la Meloni. C’è il rischio di tornare indietro. La foto che abbiamo visto sembrava una foto di 10, 15 anni fa, con l’unica differenza che i protagonisti, rispetto ad allora, sono invecchiati».

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