L'albergatore Pippo Intelisano
L'albergatore di Castelmola Pippo Intelisano

«A Castelmola si pagano troppe tasse, così si infligge un colpo mortale al turismo, alle imprese e agli imprenditori che investono risorse e sacrifici per fare ospitalità». Il monito arriva dal noto albergatore Pippo Intelisano, figura simbolo dell’imprenditoria turistica a Castelmola, che non risparmia tutto il suo malcontento all’indirizzo dell’Amministrazione comunale per la pressione fiscale in atto nel borgo turistico. «Mi è stato richiesto il pagamento di 32 mila euro di Tari, ed oltre 20 mila di Imu – spiega Intelisano -. Sono cifre eccessive, che se dimensionate al nostro territorio mettono i brividi soltanto a pronunciarle. Se non ci mettono nelle condizioni di lavorare chi verrà poi a Castelmola? Non si può penalizzare in questo modo l’industria dell’ospitalità, e vale per un albergo come per un ristorante. Ho già vinto alcuni ricorsi nei confronti del Comune di Castelmola ma la mia battaglia non è una questione personale, è una battaglia per far prevalere il buon senso sulle scelte sbagliate della politica che non fa l’interesse dei cittadini e degli operatori economici».

Altre azioni legali. «Continuerò con le azioni legali – prosegue Intelisano – sino a quando il Comune non comprenderà che le aliquote vanno abbassate, perché altrimenti crolla l’economia del paese ancor prima che una singola attività. Ho provato, invano, a far capire la situazione al sindaco, evidenziando che il problema non riguarda il singolo ma gli operatori turistici che operano già in zona o intendono avviare un’attività a Castelmola. Io chiudo per cinque mesi l’anno, faccio regolarmente la differenziata, ma soprattutto garantisco da sempre un servizio ai visitatori del nostro bellissimo borgo. C’è, ovviamente, da pagare il personale e per quanto mi riguarda lo pago con puntualità ma se poi ci vengono imposte tasse così alte, allora come si fa? Perché non si prevede una riduzione delle imposte? Senza dimenticare, infine, che dobbiamo anche fronteggiare la concorrenza sleale, e che cresce di anno in anno, di esercizi ricettivi abusivi come nel caso di alcuni B&B».

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