La buona scuola non è solo quella degli insegnanti preparati e immessi finalmente a ruolo, dei programmi didattici innovativi, delle lavagne interattive e delle attrezzature all’avanguardia. Ma è anche quella degli edifici scolastici che non cadono a pezzi, sicuri e accessibili. Lo speciale di TaorminaToday ha messo in evidenza, con un dialogo a più voci tra i rappresentanti del mondo della scuola, della politica e i genitori degli studenti, i problemi irrisolti delle scuole taorminesi.

#EmergenzaScuola. Tutto ha avuto inizio nell’ottobre del 2004 con la chiusura della scuola elementare “Vittorino da Feltre” ritenuta inagibile rispetto alle vigenti normative anti-sismiche. «L’emergenza non si è presentata oggi a pochi giorni dall’inizio di un nuovo anno scolastico – afferma la dirigente dell’Istituto Comprensivo 1, Carla Santoro – ma dura da ben 13 anni. Quando venne chiusa la Vittorino da Feltre la soluzione più idonea sembrò quella di ammucchiare i circa 400 alunni delle elementari e delle medie insieme alla Ugo Foscolo creando disagi e problemi oltre che alla normale organizzazione dell’attività didattica pure alla viabilità». Ma col passare degli anni anche il prefabbricato di via dei Cappuccini ha dato segni di cedimento. E anche per la Ugo Foscolo le cose stanno andando per le lunghe: i lavori di messa in sicurezza, che dopo vari rinvii sarebbero dovuti iniziare l’1 luglio scorso, non sono ancora partiti. «La preoccupazione c’è ed è tanta – continua la dirigente Santoro – Ho inviato la lettera al Ministero dell’Istruzione non per creare tensione, quella non giova a nessuno, ma per mantenere alta l’attenzione sulle scuole taorminesi affinché le vecchie e nuove problematiche vengano risolte al più presto».

La “buona” scuola. Di certo la scuola che sta per iniziare non è certo quella a cui aspiravano gli alunni, i genitori e i docenti del Comprensivo 1 di Taormina. «Da parte nostra non siamo rimasti con le mani in mano – sottolinea la dirigente – ci siamo mossi in più direzioni per intercettare finanziamenti europei e nazionali per acquistare le attrezzature multimediali, mettere a norma l’impianto elettrico e ritinteggiare le aule con opere di piccola manutenzione». Gli interventi messi a punto nei plessi scolastici taorminesi grazie all’impegno della dirigente e del personale scolastico si scontrano con l’indolenza della politica. «Come scuola non possiamo fare di più – spiega la Santoro – per alcuni interventi, come per le opere strutturali o per l’acquisto dei banchi, c’è bisogno dell’amministrazione comunale e del suo ufficio tecnico». Ma è davvero tanto avere un luogo sicuro dove far studiare i figli di questa città. «Ormai da anni – continua la dirigente – chiediamo una programmazione seria, un reale impegno in bilancio per la manutenzione degli edifici, per l’acquisto degli arredi, per il servizio di mensa e di trasporto. Cosa ce ne facciamo delle avanguardie educative se non riusciamo a programmare i turni in palestra e nei laboratori? Abbiamo bisogno di una scuola che sia funzionale alle nuove esigenze didattiche ma soprattutto sicura».

La “cattiva” politica. I problemi delle scuole di Taormina si trascinano di legislatura in legislatura, di amministrazione in amministrazione, e ci si continua a perdere tra le maglie della burocrazia e iter di finanziamenti che rischiano pure di essere persi. L’ennesima soluzione tampone però è stata trovata: il Comune prenderà in affitto l’immobile delle suore francescane che richiede a sua volta opere di adeguamento dei locali che serviranno ad accogliere gli studenti. Finora Palazzo dei Giurati ha navigato a vista sull’onda dell’improvvisazione. Durante il dibattito organizzato da TaorminaToday qualche impegno è stato preso, ma tutti si aspettano fatti concreti. Intanto tra qualche giorno la campanella per gli studenti delle elementari e medie di Taormina centro suonerà ancora una volta alla Ugo Foscolo dove i lavori per la messa a norma dell’edificio non sono mai partiti.

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