I gesto di pace tra i due ristoratori taorminesi - Foto di Ernesto De Luna ©2017 TaorminaToday
Il gesto di pace tra i due ristoratori taorminesi - ©2017 Foto di Ernesto De Luna per TaorminaToday

A dieci giorni dalla rissa del 28 agosto scorso, che ha messo in fuga i turisti e suscitato un’indignazione senza confini, i due ristoranti protagonisti del parapiglia, hanno inviato al sindaco di Taormina una lettera a firma congiunta di scuse. «I sottoscritti titolari delle imprese di ristorazione “Gambero Rosso” e “Mamma Rosa” – si legge nella nota – intendono manifestare, con la presente nota congiunta, il loro profondo e più vivo rammarico per quanto accaduto nella serata del 28 agosto scorso e che ha visto protagonisti alcuni dipendenti delle rispettive aziende, venuti inopinatamente alle mani sotto gli occhi sbalorditi dei numerosi avventori e dei turisti in transito nella centrale via delle Naumachie. Si tratta di un episodio grave ed inqualificabile che lede pesantemente il nome ed il decoro della nostra città, costruiti faticosamente in oltre un secolo di storia del turismo, che ha reso Taormina una meta prestigiosa e conosciuta in tutto il mondo, oltre che per la sua bellezza anche per la sua tradizione di ospitalità».

Rissa senza giustificazioni. «Non ci sono giustificazioni che possano valere come plausibile scusante della condotta posta in essere in quella serata d’agosto, le cui scene, diffuse inopinatamente in rete, hanno fatto il giro del mondo, offrendo un’idea distorta ed errata di Taormina e dei suoi operatori turistici, compresi gli scriventi, che da quasi mezzo secolo gestiscono le loro attività dando il loro modesto contributo alla costruzione dell’immagine cittadina, come quella di una località accogliente e sicura. Il nostro imbarazzo e la nostra mortificazione sono grandi, soprattutto per l’offesa recata alla comunità Taorminese, che del turismo massimamente vive, ed alle Istituzioni che la rappresentano, Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale. Vorrà, pertanto, con l’autorevolezza che contraddistingue la sua funzione, porgere le nostre scuse più sentite ai cittadini di Taormina, alle associazioni degli operatori economici ed alle Forze dell’Ordine intervenute quella sera, rassicurandoli che quanto accaduto non avrà mai più a ripetersi. Certi della Sua comprensione, La salutiamo rispettosamente».

L’assenza della politica. A margine di questa lettera di scuse appare, comunque d’obbligo una riflessione. Il Comune di Taormina incassa le scuse mentre sino a questo momento gli amministratori e la politica, dalla Giunta al Consiglio – sul piano istituzionale – in verità si sono girati dall’altra parte, limitandosi a qualche commento d’indignazione sussurrato al bar, in Corso Umberto o sui social network, perché a giugno si vota per le Comunali e prima ancora a novembre arriveranno le Regionali. La questione va ben oltre lo stereotipo delle immagini “inopinatamente diffuse in rete”, calderone dove per altro il filmato non è stato catapultato da quelli che la rissa l’hanno poi raccontata ma semmai da chi forse l’ha vissuta in prima persona. Sul piano giudiziario gli organi competenti faranno le loro valutazioni, ma almeno sulla materia dei suoli pubblici il Comune non può scaricare le responsabilità, deve svegliarsi dal torpore in cui è sprofondato e in cui fa finta ancora di dormire, perché l’alchimia politica di un tavolo in meno qui o un tavolo in più di là è ormai arrivata ad un punto di non ritorno. A Taormina regna da troppo tempo l’anarchia dei suoli e in questa deregulation del “liberi tutti” e del “chiedi che ti concedo”, è arrivato il momento di fare chiarezza e di tirare fuori l’onestà intellettuale e il coraggio di portare un nuovo regolamento in Consiglio comunale e votarlo, ponendo fine alle situazioni di concorrenza esasperata con attività confinanti che si contendono la clientela in un clima di alta tensione. Altrimenti accadranno altre risse in città e a quel punto o si chiuderà sempre tutto a “tarallucci e vino” o stavolta si rischierà che ci scappi il morto.

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