Nicola Salerno, l'operatore turistico
Nicola Salerno, l'operatore turistico

«Un anno di luci e ombre, ma in ogni caso l’anno di Taormina», così l’operatore turistico Nicola Salerno, in una nota trasmessa a TaorminaToday, valuta il 2017, al tramonto ormai della stagione estiva e nel contesto di una più ampia riflessione su fatti e accadimenti che hanno caratterizzato questi mesi. «L’analisi che mi accingo a fare – spiega Salerno – riguarda soltanto il turismo. Sicuramente questo è senza ombra di dubbio l’anno di Taormina. Che bello è stato vedere le immagini dei 100 anni di ciclismo con il passaggio di tappa del Giro d’Italia che ha attraversato il nostro territorio. Vi garantisco che molti amici residenti al Nord mi hanno chiamato invidiandomi per il luogo in cui vivo. Abbiamo continuato tra incertezze e pubblicità negativa con il G7 conclusosi con il successo ed i complimenti dei “grandi della terra”. Tutto ad un tratto, però, la magia sembra essere svanita. Ricordate la gaffe delle due mostre tutte e due ospitate nella stessa location, Palazzo Corvaja, e nello stesso periodo? E la fuga dei dipinti di Antonello da Messina portati via in tutta fretta sottraendoli ai turisti e visitatori. Tutti contenti per il boom turistico di agosto, da che ricordo c’è sempre stato il pienone. Sarà forse stata l’onda lunga del G7 a farcelo notare maggiormente? Un giorno di fine agosto, complice forse il troppo caldo, ci siamo svegliati con delle immagini a dir poco sgradevoli che stanno facendo il giro del mondo dando una immagine di Taormina che non le si addice, e giù tutti a condannare gli autori dell’ignobile rissa. Chiediamo a gran voce pene severe, addirittura la revoca definitiva delle licenze, per poi, un attimo dopo, farci paladini a tutela delle famiglie dei lavoratori che perderebbero il posto. Non facciamo gli ipocriti. Tutti i taorminesi sanno che quella era una situazione annunciata, una bomba ad orologeria pronta ad esplodere, e così è stato».

Palacongressi e Bit. «Stiamo aspettando, nuovamente, la tanto attesa agibilità definitiva del Palazzo dei Congressi – continua Salerno -, che potrebbe finalmente arrivare con il G7 sulle Pari Opportunità di Novembre e con il quale si spera di risolvere i problemi lavorativi della città e destagionalizzare l’offerta turistica. Come se bastasse il solo centro congressuale a risolvere questo annoso squilibrio tra il periodo estivo e invernale. Conclude l’anno la Borsa del turismo, prima annunciata per gennaio, poi troverebbe uno spazio tra febbraio o marzo, al momento è tutto in cantiere. Come se i tour operator internazionali aspettassero “la Bit de noaltri” per definire gli assetti turistici futuri del globo. Noi, nel frattempo, operatori turistici e cittadini, aspettiamo fiduciosi che una parte della tassa di soggiorno, Taormina è al 10° posto in Italia come incasso – 2,5 milioni di euro il 2016, vengano utilizzati per i turisti che l’hanno pagata, e che, come i taorminesi, si aspetterebbero una città con il lungomare di Mazzeo salotto buono della Taormina mare e fruibile da cittadini, visitatori e a misura di bambini, una spiaggia pulita con annessi servizi, una viabilità con meno ingorghi, ed un traffico più scorrevole. Ci aspetteremmo una segnaletica moderna, dei giardini curati, toilette pubbliche sufficienti anche per disabili, sentieri ripristinati e messi in sicurezza, la presenza costante di Forze dell’Ordine cittadine contro l’accattonaggio ed il commercio ambulante. Insomma, una politica turistica degna di quelle realtà che ambiscono ad essere, e non solo a parole, attrattori turistici. Ma questa è altra cosa».

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