Fausto Raciti, il segretario regionale del Pd
Fausto Raciti, il segretario regionale del Pd

«Il Pd non solo è stato in questi anni al fianco del presidente Crocetta. Ma rivendica i risultati ottenuti. Abbiamo lavorato perché il presidente della Regione e il partito stessero dalla stessa parte della barricata. Un patto? Sì, ma un patto contro l’ipocrisia. È impossibile pensare di fare una campagna elettorale provando a cancellare il passato recente, le sue facce e i suoi nomi. Voglio ringraziare di cuore il presidente della Regione». Così il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, saluta il passo indietro di Rosario Crocetta che ritira la propria ricandidatura e i dem, riuniti in direzione regionale, dopo averlo messo all’angolo tributano addirittura una standing ovation (leggermente di circostanza) al presidente uscente.

La prima parte della missione. «Questa non è una direzione come le altre – ha detto Raciti -. Il Pd ha fatto ampiamente il proprio dovere. In questi anni abbiamo assistito a una fase in cui i rapporti politici di coalizione si sono sfilacciati, in cui è stato minacciato il nostro progetto politico. Noi abbiamo compiuto la prima parte della missione. Abbiamo creato una coalizione che mettesse insieme progressisti, civismo e moderati. Questo partito oggi si pone come ancora e timone di un progetto che ci mette in condizione di gareggiare e vincere le elezioni regionali. Sarà una partita tra noi e il centrodestra. Un centrodestra che ha affidato il proprio progetto a un uomo di estrema destra, che non è in grado di fare sintesi, nonostante abbia messo insieme forze diverse. È un progetto che mostra la faccia brutta della Sicilia. Noi dobbiamo opporci a un progetto di natura reazionaria. E mi domando come forze moderati e liberali possano credere in questo progetto».

Il fattore Fava. Crocetta, dunque, si fa da parte e lascia campo libero alla candidatura del Rettore Micari, mentre la sinistra conferma che sosterrà Claudio Fava e non intende arretrare su questa candidatura che rischia di svuotare il voto dell’area politica che dovrebbe puntare sul candidato del Pd. A conti fatti, in sostanza, il dietrofront di Crocetta ridarà un po’ di fiato ed ossigeno ai dem ma per vincere le elezioni del 5 novembre servirebbe ben altro. A partire da quel passo indietro che Fava non ha nessuna intenzione di fare.

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