Totò Cuffaro
Totò Cuffaro

«I primi tempi in carcere per me sono stati un incubo. Avevo il terrore di essere sodomizzato da altri detenuti. Io stesso ero entrato in carcere con un pregiudizio. La prima volta che ho fatto la doccia l’agente penitenziario se ne stava andando e io lo chiamai e gli dissi “Scusi perché mi lascia solo? Dove va?”, preoccupato che sopraggiungesse qualcuno nelle docce per sodomizzarmi. “Guarda che quella è roba da film”, mi rispose l’agente. E aveva perfettamente ragione perché in 5 anni non è successo assolutamente nulla. Non ho assistito a scene di sesso tra detenuti e ho la più assoluta certezza che ciò non sia mai accaduto». Lo ha dichiarato Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana condannato definitivamente a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra, intervistato da Klaus Davi.

La doccia a Rebibbia. E alla domanda «È vero che gli appartenenti alla ‘Ndrangheta fanno la doccia in mutande?», Cuffaro ha risposto: «Non solo loro, anche altri detenuti la fanno in costume o in mutande. Non c’entrano le tentazioni. Io per esempio la facevo nudo. Sono scelte individuali». Ha inoltre aggiunto: «Nella famosa puntata del Maurizio Costanzo Show con ospite Giovanni Falcone non ho mai attaccato il giudice tragicamente morto. Altri ce l’avevano con lui. Tutti coloro che hanno scritto il contrario hanno perso. Difendevo Mannino e la DC ma non attaccavo certo il magistrato. Io non devo chiedere scusa a Maurizio Costanzo, semmai lui a me. Perché mai dovrei chiedere scusa a Costanzo? Non ho da chiedere scusa. Costanzo dovrebbe chiedermi scusa per aver lasciato passare o quantomeno condiviso il messaggio che io attaccavo Falcone, cosa non vera».

Totò con Sgarbi. Poi Cuffaro si sofferma sulle Regionali: «Io tifo per Vittorio Sgarbi, candidato alla presidenza della Regione siciliana, perché mi ha dato affetto e non ritiene inopportuno chiedere a uno come me di stargli vicino politicamente. Non ho molto da dare, non sono un uomo potente. Non gli do il mio voto perché sono interdetto e non voto. Ma il mio sostegno sì. Se facessi parte di questa politica di centro-destra penserei a contattare Sgarbi e ad aprire un rapporto con lui, ma siccome non conto niente mi avvalgo della facoltà di non dare consigli».

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