Mario Bevacqua, presidente emerito di Uftaa
Mario Bevacqua, presidente emerito di Uftaa

«La Bit di Taormina? Non si può fare dall’oggi al domani. Sarebbe più interessante invece prevedere un progetto alternativo, cioè la Biennale del Turismo in Sicilia, magari proprio a Taormina, con una programmazione più ragionata e con il tempo di organizzare tutto per poter avere un ritorno concreto per il territorio». Lo afferma Mario Bevacqua, il presidente emerito di Uftaa, la Federazione internazionale degli Agenti di Viaggio, che non nasconde le sue perplessità sul tentativo in atto di istituzione della Borsa del Turismo di Taormina, ipotizzata per il febbraio 2018.

Le perplessità. «Mi chiedo innanzitutto – spiega Bevacqua – se l’assessore regionale al Turismo abbia la disponibilità finanziaria per portare avanti l’iter visto che è in scadenza di mandato. La Bit di Taormina può essere una ottima opportunità ma occorre realizzare tutti i crismi essenziali e occorre tempo. La partenza dell’iter, in verità, mi lascia perplesso e preoccupato. I promotori dell’iniziativa andranno dall’Enit a Roma l’11 settembre ma io non credo che questa riunione possa portare poi delle risorse, perché Enit non ha più dei rappresentanti all’estero ma degli uffici di appoggio. E credo che Enit forse potrebbe tutto al più dare appoggio logistico sulla ricerca degli operatori e i giornalisti da invitare. Un tempo c’era il delegato Enit nel Paese estero di turno, adesso bisognerà muoversi differentemente: chi ci assicura che verrà invitato un tour operator importante piuttosto che uno di secondo piano? Potrebbero anche arrivare 200-300 agenti di viaggio ma le fiere ormai vengono fatte da tutte le parti del mondo e servono agli operatori in verità per dare dei premi di produzioni agli impiegati, per altro anche validi: Taormina è nome che attira, e dove c’è stato il G7, ma in concreto occorre capire quale può essere il ritorno. L’invito va fatto un anno prima, i tempi sono troppo stretti. Adesso ci sarà la fiera a rimini, poi Londra, poi Madrid, poi Berlino e anche Milano».

La Biennale del Turismo. «L’idea alternativa che potrebbe avere maggiore senso – continua Bevacqua – è quella di la biennale può essere un’operazione filtrata e ragionata, un impegno più attento e specialistico che consentirebbe di selezionare gli ospiti, non per portarli qui a fare vacanza ma per farli interessare davvero alle bellezze del territorio. L’operatore realmente interessato si muove, d’altronde, laddove c’è possibilità di fare business e Taormina può rispondere a quella prospettiva ma occorre un lavoro ragionato, programmato. La fretta può portarci a sbagliare se si intende improvvisare una fiera tra pochi mesi». «Le Borse del Turismo – conclude Bevacqua – hanno subito colpi mortali evidenti, perché la tecnologia ed Internet anticipano tutto e un tempo si apprendeva alla fiera quello che oggi il Web comunica in tempo reale».

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