Salvo Cilona, assessore al Bilancio di Taormina
Salvo Cilona, assessore al Bilancio di Taormina

Prosegue la caccia del Comune di Taormina agli evasori che da anni ormai si sottraggono al pagamento dei tributi nella località turistica. Il tentativo di recupero di somme milionarie si sviluppa su due distinti fronti. Uno dei due fronti riguarda la contesa legale da circa 10 milioni di euro in atto con Riscossione Sicilia che si riferisce al periodo in cui la società si occupava della riscossione dei tributi per conto del Comune di Taormina. L’altro fronte si riferisce alle somme che in anni più recenti non sono entrate nelle casse di Palazzo dei Giurati e a tal proposito l’assessore al Bilancio, Salvo Cilona parla di circa 7 milioni da recuperare. «Si tratta di una problematica che affligge il Comune da parecchio tempo – spiega Cilona – e che stiamo affrontando con determinazione. Per quanto concerne le bollette dell’acqua va detto che diversi soggetti che non erano in regola con i pagamenti si stanno affrettando a definire delle procedure per la rateizzazione delle somme da versare al Comune e alcuni hanno già iniziati ad ottemperare a quanto dovuto. Ancora qualche sacca di evasori persiste ed in questi casi si procederà ai distacchi dell’erogazione del servizio idrico. Stesso discorso vale per la spazzatura, quindi per la Tari, sulla quale verranno effettuate delle procedure esecutive nei confronti di chi non intende pagare quanto dovuto al Comune di Taormina. Complessivamente tra il servizio idrico e la Tari possiamo dire che ci sono ancora circa 7 milioni da recuperare. Ovviamente parliamo di somme consistenti che vanno al di fuori di quelli sui quali è in atto l’azione nei confronti di Serit-Riscossione Sicilia».

La causa con Serit. Su quest’ultima vicenda la casa municipale taorminese ha conferito incarico ad un legale di fiducia, l’avv. Marcello Scurria, per la proposizione di un azione stragiudiziale nei confronti di Serit Sicilia Spa contestando la mancata riscossione di somme pari a quasi 10 milioni sui tributi Ici e Tarsu. Si tratta di un braccio di ferro riferito alle annualità in cui Serit svolgeva attività di riscossione delle imposte a Taormina su mandato del Comune. Sui servizi di liquidazione e accertamento della Tarsu e dell’Ici, per i quali era stata stipulata una convenzione tra le parti nel 2010, il Comune ha lamentato una situazione di “assoluta carenza di attività” da parte di Serit e ne ha chiesto la condanna al pagamento delle somme non riscosse per Ici, relative alle annualità dal 2006 al 2008, e per Tarsu, relative alle annualità dal 2006 al 2010, ammontanti a Un milione 348 mila 468,65 euro, detratto dall’importo delle riscossioni l’aggio del 30% pattuito in convenzione. La querelle vede le parti fronteggiarsi su una presunta mancata riscossione pari a 9 milioni 348 mila 468.65 euro. Il Tribunale Civile di Palermo ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione in favore della Corte dei Conti, che a sua volta ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal Comune di Taormina. Ora si registra un nuovo tentativo del Comune mentre Serit contesta che non vi sia stata alcuna inadempienza e ritiene che almeno 8 milioni circa non sarebbero più esigibili.

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