Alessandra Caltabiano
Alessandra Caltabiano, presidente della Quarta Commissione consiliare

«I consiglieri comunali forse pensano già alle elezioni. L’attività delle Commissioni consiliari è praticamente ferma, paralizzata dal disinteresse e dalle assenze dei colleghi consiglieri, nonostante ci siano emergenze esplosive come quella dei suoli pubblici da anni in attesa di un nuovo regolamento. Scriverò al presidente D’Aveni per un chiarimento urgente». Lo comunica la presidente della Quarta Commissione Consiliare, Alessandra Caltabiano, che lamenta la situazione di “totale immobilismo” della propria commissione «ma di riflesso non è molto diversa la situazione anche delle altre commissioni».

Convocazioni inutili. «Per quanto di mia competenza – spiega la consigliera Caltabiano – non sto più convocando la Quarta Commissione perché appare un esercizio praticamente inutile convocare una commissione alla quale poi i consiglieri, già da tempo, non prendono parte, sono assenti e non hanno la premura o l’interesse a far convocare la riunione in altra data utile. Quando ancora mancano nove mesi i consiglieri comunali non partecipano più alle Commissioni consiliari, l’attività di preparazione delle sedute di Consiglio è saltuaria. Eppure ci sarebbe tempo, spazio e necessità di affrontare i problemi della città, le questioni irrisolte come quella dei suoli pubblici che però in questo Comune forse si ha paura a trattare perché il rischio è quello di farsi inimicizie tra i cittadini in vista delle elezioni del prossimo anno. È evidente che così non si può andare avanti, i consiglieri abbiamo il dovere di espletare il mandato conferitoci nel 2013 dai cittadini e di farlo sino in fondo, sino all’ultimo giorno di legislatura».

Regolamento “congelato”. «Il nuovo regolamento per i suoli pubblici – conclude Caltabiano -, nonostante i tanti annunci fatti dall’Amministrazione, non è mai arrivato in Commissione consiliare e non ci si preoccupa di affrontare un problema diventato esplosivo per Taormina, con strade, piazze e vicoli invasi di tavoli, sedie e quanto altro ancora in un clima di totale deregulation, sino addirittura a situazioni estreme di locali dove si fa a botte in pubblico tra gli sguardi sbigottiti e sconcertati della gente».

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