Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

«Chi vince le elezioni in Sicilia? Mi candido io, quindi vincerò io». Così Vittorio Sgarbi, dopo l’esperienza da amministratore come sindaco di Salemi torna a candidarsi in Sicilia e stavolta con l’ambizione di diventare il successore di Rosario Crocetta. «Mi candido come governatore, è ufficiale – ha aggiunto Sgarbi -. Corro da solo, non ho bisogno dell’appoggio di nessuno. Il mio obiettivo è vincere».

Bordate ai rivali. Immancabili le bordate sugli altri candidati che dovrebbero essere i suoi avversari: «Al di là del fatto che uno sia una persona considerevole, ditemi chi è Micari? Di me si sa tutto, di Micari cosa si sa? Cancelleri non è stato capace neanche di laurearsi. Grillo sta smobilitando, perderà. E Musumeci? Chi lo conosce Musumeci? Al massimo si sa che ha il pizzetto. E di Armao cosa si sa? Occorrerà che uno sia qualcosa per fare il presidente della Regione. Forse correndo da solo non potrò vincere – ha aggiunto -, però mi sembra che un siciliano votando Sgarbi sa cosa vota».

Il voto di protesta. Sgarbi prova, insomma, a tentare la carta di una candidatura fuori dai partiti e dagli schemi tradizionali e punta ad intercettare il voto di protesta, quello che in linea teorica potrebbe soprattutto andare al Movimento Cinque Stelle. Il professore prova così a fare il “grillino” di turno e ad attingere con una sua lista e un suo movimento a quel fronte di scontenti sia di destra che di sinistra ed anche ai malumori dell’area pentastellata. Le prossime ore diranno se quella di Sgarbi sarà stata soltanto una sortita mediatica di fine estate o se, invece, sarà stata realmente il prologo ad una discesa in campo nel panorama politico siciliano sempre più frastagliato.

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