Il senatore Vincenzo Gibiino e il presidente del Consiglio di Taormina Antonio D'Aveni
Il senatore Vincenzo Gibiino e il presidente del Consiglio di Taormina Antonio D'Aveni

Una nuova chance per Taormina nel tentativo, in atto ormai da mezzo secolo e sin qui sempre naufragato, di riaprire quel casinò chiuso tra polemiche e rimpianti negli Anni Sessanta. L’iniziativa stavolta è del senatore Vincenzo Gibiino. L’esponente di Forza Italia ha illustrato nelle scorse ore a Palazzo dei Giurati in aula consiliare il ddl da lui predisposto in materia di case da gioco e riordino della problematica del gioco d’azzardo. La conferenza stampa a Palazzo dei Giurati, per approfondire la questione, è stata voluta organizzata dal presidente del Consiglio comunale Antonio D’Aveni.

Creare ricchezza. «L’apertura di case da gioco rappresenta prima di tutto una occasione vera, reale, per creare una nuova e maggiore ricchezza nei territori che le ospitano e aiuta a sviluppare il turismo ed è di questo che parleremo a Taormina, spiegando i contenuti del disegno di legge delega, di cui sono primo firmatario», dichiara Gibiino. L’obiettivo è quello di provare a modificare l’attuale disciplina in materia di case da gioco consentendone l’apertura nelle località a vocazione turistica, dando ai Comuni la competenza di chiedere le licenze e quindi di rivolgersi in via diretta al Ministro per lo sviluppo economico, che autorizza di concerto con il Ministro dell’interno, per le questioni inerenti l’ordine pubblico e di concerto con il Ministro dell’economia e finanze per le questioni che riguardano tutte le problematiche fiscali connesse con il gioco d’azzardo. «Non a caso è stata scelta Taormina per presentare il Ddl – continua Gibiino -. Taormina sarebbe la sede ideale per un casinò come può esserlo Cefalù o Monreale o Erice per la Sicilia occidentale». Ad ogni modo Gibiino si dice convinto che questo Ddl sia «una sfida che si può vincere».

Il gioco nelle località turistiche. Il disegno di legge affronta, poi, un’altra delicata questione che è quella di riportare il gioco alla sua più opportuna vocazione, quella di intrattenere i vacanzieri nei periodi di vacanza o di villeggiatura. Perché purtroppo il gioco in molti casi diventa una patologia clinica, tanto che ormai si parla chiaramente di ludopatia, per chi venga colpito dalla ossessione del gioco. «Vogliamo – afferma il senatore Gibiino – razionalizzare tutto ciò che l’assenza di regole ha determinato in Italia in questi ultimi 70, 80 anni, ossia la proliferazione di slot in luoghi non adatti. Tra slot, scommesse e lotterie varie vengono giocati 96 miliardi di euro a fronte dei 300 milioni che vengono giocati nelle case da gioco».

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