Salvo Pogliese
Salvo Pogliese

Subbuglio in Forza Italia in attesa dell’annuncio di Silvio Berlusconi sul candidato che il partito sosterrà alle Regionali del 5 novembre. Il Cavaliere sino a questo momento ha “flirtato” con Gaetano Armao, facendo capire che potrebbe essere lui il nome su cui puntare per il voto in Sicilia, ma tra gli azzurri è opinione largamente diffusa che l’unico candidato in grado di contendere il successo ai Cinque Stelle è quello di Nello Musumeci. Il valzer politico di Gianfranco Miccichè, che replicherebbe di fatto il bis della spaccatura del 2012 quando proprio il coordinatore siciliano di Fi scese in campo sbarrando la strada a Musumeci, ha stancato i colonnelli siciliani di Forza Italia.

Scelta obbligata. Da fonti vicine ad Arcore circolano già da qualche ora insistenti voci sul ribaltone all’orizzonte con il Cavaliere che si starebbe convincendo a sostenere Musumeci, anche per evitare la grande fuga da Forza Italia di numerosi esponenti azzurri che sarebbero pronti a seguire il leader di “Diventerà Bellissima”. «Se così fosse il Presidente Berlusconi mi avrebbe già chiamato, io lo sento praticamente ogni giorno e quindi posso dire che la voce è destituita di fondamento», ha replicato Armao, smentendo le indiscrezioni e ribadendo che ha già convocato per lunedì una conferenza stampa per presentate il suo manifesto politico programmatico.

La scelta di Pogliese. Intanto appare eloquente la presa di posizione di Salvo Pogliese, uno dei nomi che è stato anche in orbita di candidatura a governatore, avrebbe avuto il placet di Miccichè e sarebbe stato anche gradito all’area cuffariana ed in particolare proprio a Totò Cuffaro. Ma Pogliese ha scelto Musumeci: «Armao è professionista di altissimo profilo e dalla grande esperienza istituzionale – fa sapere l’eurodeputato – ma credo che si debba convergere sull’unica candidatura che oggi può vantare un reale coinvolgimento civico e popolare, portando un valore aggiunto, ovvero quella di Nello Musumeci che è persona di indiscusso valore etico, morale e amministrativo. Un centrodestra unito su un candidato presidente radicato e popolare non può che essere vincente». E adesso la morale della favola è che la fronda forzista si appresta a dare scacco matto a Miccichè, che le ha tentate tutte per spingere una scelta che non fosse quella di una convergenza su Musumeci. E lo stesso Berlusconi è spalle al muro, con il problema di convincere Armao a fare un passo indietro e a spiegargli che i colonnelli hanno fatto un’altra scelta.

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