Alessandro Gaglio, portavoce del Cvsm
Alessandro Gaglio, portavoce del Cvsm

«La prossima settimana i nostri legali si recheranno in tribunale per esperire le pratiche riguardanti l’azione esecutiva riguardante il decreto ingiuntivo da 580 mila euro ottenuto dal Cvsm e notificato dall’Ufficiale Giudiziario al Comune di Taormina con apposita sentenza del Tribunale di Messina, alla quale il Comune non ha ottemperato». Lo rende noto Alessandro Gaglio, portavoce del Cvsm, ente gestore della piscina comunale, che di fatto preannuncia un pignoramento in arrivo nei confronti di Palazzo dei Giurati. La sentenza di cui si parla è quella di provvisoria esecutività favorevole al Cvsm, che aveva reclamato verso il Comune di pagare quanto non versato per quanto concerne 10 anni di attività svolta a favore dei bambini, dei disabili e degli anziani. Ciò a fronte di un apposito atto deliberativo sancito a margine del contratto di gestione della piscina sottoscritto dalle parti nel 2008. Il Comune si impegnava, allora, a coprire le spese per quanto concerne il servizio svolto per i disabili in toto, al 50% per i bambini delle scuole di Taormina e per gli anziani oltre i 65 anni sempre residenti a Taormina. Ora l’Ufficiale Giudiziario ha notificato qualche giorni fa la sentenza in oggetto e alla casa municipale è stato intimato di effettuare il pagamento di una somma che da 541 mila euro iniziali si è elevata a 580 mila euro.

Riapertura a settembre? Ma non è finita qui, perché nella battaglia ormai senza tregua tra Comune e Cvsm, con la Giunta che ritiene sia scaduto il 9 marzo scorso il contratto di affidamento in gestione della piscina e che per ottenere il rilascio dei locali si è rivolto al Tar, adesso l’ente gestore fa un altro annuncio destinato a fare discutere. «Noi tenteremo di riaprire la piscina a fine settembre, vogliamo continuare l’attività. Perché la piscina non dovrebbe riaprire?», afferma Gaglio. «Motiverà il Comune il perché di un eventuale no – dichiara il portavoce del Cvsm – e se ne assumeranno loro tutta la responsabilità. L’udienza al Tar di Catania sarà nel 2018 e sino ad allora si vuol tenere chiusa la piscina comunale? E cosa intendono fare con quella elipista che è uno spazio precluso arbitrariamente al pubblico utilizzo e alle nostre progettualità? Da mesi ci dicono “ve ne dovete andare” e “vi togliamo questo e quello” ma i tribunali sinora danno ragione a noi».

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