Rosario Crocetta
Rosario Crocetta

Il suo mantra rimane sempre quello: «I siciliani sono con me, lo sanno che ho salvato la nostra terra». Così Rosario Crocetta si ostina a pensare che il voto del 5 novembre segnerà la sua rielezione. Ed ad alimentare le sue speranze c’è il quadro politico che vede il centrosinistra ed il centrodestra ormai prossimi a scendere in campo con almeno due candidati da una parte e dall’altra, frazionando quindi il voto, e senza ovviamente dimenticare che nella geografia politica regionale ci sono anche i Cinque Stelle, oggi più che mai favoriti in vista della contesa politica di novembre. Per Crocetta, insomma, la partita sarebbe aperta e continua a tirare fuori sondaggi che lo darebbero addirittura oltre il 20%. Crocetta è convinto che in uno scenario in cui si moltiplicano i possibili o probabili candidati, a beneficiarne potrebbe essere proprio lui. I numeri e la sostanza raccontano altro, dicono che la Sicilia sta uscendo da una legislatura di cui tutto si può dire tranne che sia stata esaltante, e di riflesso il frazionamento del voto riguarderà tutti ed in primis l’attuale Governatore, che arriverà all’appuntamento con le urne in una condizione politica ben differente da quella di cinque anni fa.

Rosario ancora in pista. In realtà, a due mesi e mezzo da voto, Crocetta può beneficiare soprattutto della crisi d’identità del Partito Democratico, che non trova un candidato per defenestrarlo, e che non riesce a venir fuori dalla tela di Penelope in cui si è cacciato, apprestandosi a perdere anche le poche e residue chance di poter almeno presentarsi in modo competitivo per il successo alle Regionali. Crocetta resta in pista e lo fa traendo nuova linfa dallo smarrimento politico e programmatico dei democratici.

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