Pronto soccorso Ospedale di Taormina
Pronto soccorso Ospedale di Taormina

Oltre 2 mila e 500 accessi nei primi 20 giorni di agosto e una mole di lavoro quotidiana che va avanti in modo incessante per 24 ore. È il dato eloquente che simboleggia come il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina sia sempre più un reperto di riferimento non soltanto in ambito zonale ma per un’utenza sempre più ampia con tante richieste di prestazioni sia dalla zona ionica e dal messinese che soprattutto dal versante etneo. «Dopo la chiusura del Pronto Soccorso di Giarre – spiega il primario del Pronto Soccorso di Taormina, il dott. Mauro Passalacqua – il 70% dei pazienti che raggiungono il nostro reparto arrivano proprio dalla zona di Catania. Tanta gente alla quale cerchiamo di dare risposte con tutto l’impegno possibile anche affrontando i ben comprensibili disagi del caso». Il Pronto Soccorso di Taormina ha fatto registrare nel 2016 ben 26 mila accessi, numeri importanti che si possono considerare sui livelli dei Ps delle grandi città e che si inquadrano nel contesto di un presidio considerato tra i migliori della sanità siciliana. I pazienti che si recano al Pronto Soccorso lamentano malori di natura cardiologica e soprattutto traumi. Altra problematica con la quale i medici ed il personale del Pronto Soccorso di Taormina si trovano a dover fare fronte è quello delle ambulanze che portano in contrada Sirina diversi pazienti da diverse province.

Codici rossi. «In alcune circostanze – spiega Passalacqua – ci troviamo a dover affrontare parecchi codici rossi in contemporanea. Molte ambulanze del versante etneo non sono medicalizzate e caricano i pazienti verso Taormina, dove il nostro reparto è punto di riferimento per Mascali, Riposto, Fiumefreddo, Castiglione di Sicilia e Linguaglossa. Sarebbe importante che ci sia una maggiore comunicazione tra le Centrali Operative del 118 di Messina e quella di Catania». Il rischio, insomma. che si verifica in diverse circostanze è quello di un sovraccarico di richieste di assistenza in un presidio che si presenta costantemente sotto stress, e di riflesso si verificano poi per gli utenti delle lunghe attese di diverse ore.

I lavori del G7. In questi giorni si registra, ovviamente, la fase di maggiore afflusso di pazienti nell’arco di tutto l’anno e si verificano circa 200 accessi al giorno in un reparto che, ad ogni modo, si è fatto apprezzare anche nella recente occasione del G7. In quella circostanza l’Asp Messina ha effettuato con propri fondi dei lavori di miglioramento logistico e strutturale e sono stati rinnovati alcuni ambienti, per consentire al reparto di disporre di tre sale visite di cui una sala rossa per le emergenze e di posti letto per Obi (Osservazione Breve), con la disponibilità inoltre di un’ampia sala d’attesa.

Sicurezza da rafforzare. Il Pronto Soccorso di Taormina fa anche i conti, da tempo e da parecchi anni ormai, con la problematica irrisolta della carenza di sicurezza per il personale del reparto in particolare nelle ore notturne. Si è a più riprese evidenziata la necessità di un maggiore controllo del “San Vincenzo” in generale e di questo reparto in primis, a tutela dei medici e del personale tutto che si trova ad operare in una condizione talvolta di apprensione nel dover fare i conti con qualche tentativo di aggressione. L’aspettativa è che, presto o tardi, si riesca a trovare una soluzione che consenta a chi opera all’interno del presidio di poter fare il proprio mestiere con una condizione di maggiore serenità e senza il rischio di doversi difendere da intemperanze altrui. In passato, ad esempio, si ricordano episodi di soggetti che hanno danneggiato porte ed ambienti del Pronto Soccorso e c’è persino chi si rese colpevole di un incendio, per fortuna poi spento in maniera immediata dal personale del reparto. Situazione che si sono verificate in diverse circostanze e sulle quale ci si augura venga compresa l’opportunità di trovare una soluzione per risolvere un problema che certamente esiste.

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