Totò Cuffaro
Totò Cuffaro

C’era una volta la Sicilia di Totò Cuffaro ed evidentemente c’è ancora. La terra dei Gattopardi è una storia senza tempo e le grandi manovre per le Regionali di novembre lo stanno ribadendo a chiare lettere. Per i centristi che fanno capo all’ex governatore, infatti, Nello Musumeci è troppo di destra e non può essere lui il candidato di un centrodestra unito. È la sentenza politica dei centristi che fanno capo a Totò Cuffaro e Saverio Romano, che vogliono un nome “moderato” e potrebbero puntare, a questo punto, su Gaetano Armao, il nome che piace anche a Silvio Berlusconi. Il veto di Cuffaro e dei cuffiariani su Musumeci rischia, a questo punto, di spaccare il centrodestra e con molta probabilità di consegnare la Sicilia ai Cinque Stelle, infliggendo un duro colpo a Musumeci, l’unico potenziale vincitore che nei numeri sarebbe ancora in grado di contrastare Giancarlo Cancelleri.

La profezia di Musumeci. E allora ritornano d’attualità le parole proprio di Musumeci, il leader di “Diventerà Bellissima” che qualche mese fa profetizzò la regia politica di Cuffaro dietro le manovre finalizzate a fermare la sua candidatura: «Il regista dell’operazione è Cuffaro. È lui che si è anche permesso di fare pagelle, di dare i voti, anche a me, dicendo che sono un uomo troppo di destra per vincere le elezioni. E gli altri gli sono andati dietro, supini, accettando che a dettare le regole, le scelte, gli orientamenti fosse uno come Cuffaro. Ma non a me, non con me e con chi crede nelle battaglie che combatto da tutta la vita». Musumeci, dunque, andrà avanti e si candiderà lo stesso, anche da solo, ma a questo punto, con un centrodestra sull’orlo della spaccatura e con un centrosinistra che non ha neppure il candidato, Cancelleri vede sempre più vicino il successo alle Regionali di novembre.

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