Giuseppe Sterrantino, presidente Comidi
Giuseppe Sterrantino, presidente Comidi

La recente nomina di un commissario ad acta per l’approvazione del bilancio a Taormina si conferma oggetto di polemiche e alle recenti contestazioni mosse alla Regione dall’assessore Cilona, replica in una nota il presidente del Comidi, Giuseppe Sterrantino. «Il Revisore dei Conti di Taormina, revisore unico perché credo che la nuova normativa preveda la nomina di un organo collegiale composto da 3 professionisti – scrive Sterrantino -, ha rassegnato le dimissioni il 15 giugno e per legge ha dovuto dare un preavviso di 45 giorni, quindi, se la matematica non è un’opinione, è rimasto in carica sino al 31 luglio. Questo significa che anche oltre la data delle sue dimissioni il Revisore dal momento in cui avesse ricevuto gli schemi di bilancio 2017-2019 sarebbe stato obbligato a emettere il proprio parere: ne consegue che la Giunta comunale non ha inviato nulla al revisore affinché questo, obbligato in forza di legge, potesse adempiere alle proprie prerogative. La trasmissione del bilancio di previsione 2017-2019 all’organo di revisione costituisce l’ultimo passaggio prima dell’approvazione o meno in Consiglio comunale che sarebbe dovuta avvenire entro il 31 marzo 2017. La scadenza per le Taormina è stata fissata, in ultimo dal “Decreto Milleproroghe”, al 31 marzo: ne consegue che la Giunta aveva tutto il tempo di esitare il bilancio, anche prima del G7, e dare modo al Revisore di adempiere al proprio mandato. Mi chiedo sono stati approvati gli atti propedeutici all’adozione degli schemi di bilancio? È stato adottato dalla Giunta lo schema di bilancio 2017_2019 nelle tempistiche previste?»

La richiesta. «Sarebbe corretto – continua Sterrantino – che l’assessore Cilona dica ai cittadini se ad agosto 2017 il consuntivo 2016 è stato esitato e poi approvato dal Consiglio Comunale. Quello che questa Amministrazione dovrebbe spiegare ai cittadini, invece di fare chiacchiere da bar e scaricare le proprie incapacità amministrative sugli altri, sono le effettive motivazioni che hanno spinto l’organo di revisione a dimettersi, il perché ad oggi non sono stati esitati dalla Giunta gli schemi di bilancio (atto propedeutico ritengo alla trasmissione all’organo di revisione per il suo parere) e non ultimo mi chiedo viste le dimissioni del 15 giugno e i 45 giorni di proroga sono stati predisposti gli atti formali per la nomina del nuovo organo di controllo perché a memoria, con la nuova normativa, è necessario presentare richiesta alla regione per un bando pubblico visto che i revisori di enti pubblici in Sicilia vengono scelti con un sorteggio previa una serie di requisiti necessari per potervi partecipare: iter che credo necessiti di tempi che oscillano tra i 45 ed i 60 giorni (in funzione che si tratti di dimissioni o decadenza del mandato)».

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