Anthony Barbagallo, Assessore Regionale Turismo, Sport e Spettacolo
Anthony Barbagallo, Assessore Regionale Turismo, Sport e Spettacolo

«Una delle emergenze che danneggia le nostre eccellenze è l’immigrazione. Non sono razzista e sono per l’accoglienza, ma con alcuni limiti di buon senso. Uno di questi: non distribuire i profughi nei comuni turistici». Lo ha dichiarato in un’intervista al quotidiano La Sicilia l’assessore regionale al Turismo, Anthony Barbagallo, che chiede ai Prefetti siciliani, e tra questi anche quello di Messina, di non inviare migranti nelle località turistiche. «Non si possono fare Sprar con decine di migranti a Taormina, a Bronte o nel patrimonio Unesco – ha detto Barbagallo -. I migranti vanno distribuiti altrove. Perciò chiedo ai nostri solerti Prefetti di esentare dall’obbligo di accoglienza i sindaci dei comuni turistici siciliani». «La deroga – ha aggiunto Barbagallo – riguarderebbe circa una cinquantina di Comuni: tutti quelli sedi di siti Unesco, più quelli a evidente vocazione turistica. Non è difficile, secondo me si può fare. Sin da subito». Tra le altre emergenze attuali, che secondo Barbagallo danneggiano il turismo nell’Isola, l’assessore ha citato «i pesantissimi danni d’immagine» causati dai «rifiuti, per i quali, oltre ai controlli, urge una rivoluzione culturale» e quest’anno «gli incendi».

La deroga a Taormina. Taormina, con apposita delibera di Consiglio comunale (13 voti favorevoli e 2 contrari), ha disposto nelle scorse settimane l’invio di una lettera al premier Gentiloni con relativa richiesta di esentare il comprensorio di Taormina, Giardini, Castelmola e Letojanni, dall’invio di migranti. A quella delibera si è opposto soltanto il Partito Democratico, secondo cui sarebbe stato possibile effettuare l’accoglienza, mentre tutti gli altri consiglieri sia di maggioranza che di opposizione hanno ritenuto opportuno dire “No” alla richiesta di invio dei migranti in questo territorio, constatata l’assenza di strutture idonee. L’assemblea taorminese ha disposto, tra i vari punti contenuti nel documento, la trasmissione del deliberato «al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Ministro degli Esteri, alla Prefettura di Messina, alla Città Metropolitana di Messina, al Presidente della Regione Sicilia», evidenziando che «un’azione governativa volta ad imporre ai Comuni l’accoglienza nel proprio territorio di profughi clandestini non identificati rappresenta una grave lesione dell’autonomia e delle comunità sociali». La delibera richiama anche una «consultazione avvenuta il 7 luglio con le categorie produttive e sociali della città che condividono e aderiscono al documento» e alla luce di tutto quanto riportato nel documento «chiede alle autorità suddette, ciascuno per le proprie competenze, la deroga per il comprensorio taorminese, riguardante i Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola alla richiesta prefettizia».

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