Angelino Alfano, Alternativa Popolare (Ap)
Angelino Alfano, Alternativa Popolare (Ap)

Continua il balletto delle alleanza attorno ad Alternativa popolare in vista delle Regionali di novembre. Centrodestra e centrosinistra stanno corteggiando il partito di Angelino Alfano in cerca di un accordo che potrebbe portare un pacchetto non indifferente di voti per il voto. Alfano sa di essere corteggiato, alza la posta in palio, chiede di esprimere il nome del candidato, mette veti, esita, sente le due campane e intanto i due schieramenti restano al palo. Da un lato c’è il centrosinistra che potrebbe chiudere il cerchio e “imbarcare” Alfano magari attorno a un nome gradito all’ex “delfino” di Berlusconi come, ad esempio, il centrista D’Alia, dall’altro c’è il centrodestra che litiga attorno al nome di Nello Musumeci, unico leader riconosciuto da gran parte della coalizione ma sul quale nicchia Alfano e come lui Miccichè.

Alleanza a doppio taglio. Alla fine, il balletto delle alleanze e l’inseguimento confuso e ostinato ai voti di Alternativa popolare, da parte di entrambi i poli, potrebbe fare invece il gioco del Movimento Cinque Stelle, già in pista con il loro candidato da alcune settimane. Alfano è diventato come la Sora Camilla, che tutti la cercano e nessuno la piglia, perché le pretese politiche di Ap sono alte, molto alte. E questa situazione potrebbe diventare un boomerang agli occhi degli elettori, sempre più “allergici” ai giochi politici di palazzo. E allora diventa quasi d’obbligo riflettere se sia meglio, per il centrodestra e per il centrosinistra, continuare a inseguire a tutti i costi il patto con il gruppo di Alfano o se, invece, non sia meglio andare da soli dando un segnale di discontinuità ai propri elettori ed evitando ulteriori valzer che rischiano di rafforzare il vento dell’anti-politica.

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