Filippo Grasso, professore di
Filippo Grasso, professore di "Analisi di mercato" e "Marketing turistico territoriale" all'Università di Messina

É possibile definire il turismo sportivo? «Un’esperienza turistica che ha un legame di subordinazione nei confronti di un’attività principale che costituisce un’esperienza culturale nell’ambito dello sport» (Pigeassou, 2002). E ancora «L’oggetto sportivo è alla base del progetto turistico e non ne costituisce una parte accessoria. È l’esperienza sportiva che caratterizza lo spostamento, la destinazione e le modalità del viaggio e costituisce l’elemento fondamentale del turismo sportivo. L’esperienza sportiva caratterizza i tipi di comportamento attribuibili al turista, lo spettatore, “l’atleta” e il visitatore, dando così vita a tre distinte nicchie di mercato del turismo sportivo: spettacolo, azione, cultura» (S.Fluperi, S. Dasini, Unipd).

Turismo sportivo. Oggi più che mai il turismo sportivo rappresenta una nuova via di sviluppo locale in grado di completare l’offerta turistica di un territorio, di orientare investimenti, flussi, occupazione, ma anche la tutela ambientale, la salvaguardia del territorio e l’equilibrio degli ecosistemi e, allo stesso tempo, l’incentivo a riqualificare aree verdi e marine. Soprattutto la possibilità di veicolare e diversificare l’offerta turistica integrata (tempo libero, religioso, enogastronomico) in modo incisivo nel periodo della destagionalizzazione sui mercati internazionali.

Promuovere il territorio. Vivere lo sport in modo non solo agonistico – quindi non esclusivamente legato a grandi eventi – ma piuttosto come benessere, piacere relazionale e richiamo alla natura, sono fenomeni che, integrandosi tra loro creano un’immagine più coinvolgente e positiva dello sport quale attività principale del tempo libero. Difatti ciò che caratterizza la strategia turistica, da cui bisogna sempre ripartire, è il territorio. Non inteso in senso statico, ma in senso dinamico, quale componente del prodotto turistico in cui la bellezza del luogo in sé non è più sufficiente, se non si declina con le aspettative di un rinnovato turista e sportivo, consapevole ed informato (E. Tripodo, unioncamere).

Giornata mondiale del turismo. Con questo spirito nel prossimo settembre 2017 sarà possibile sin da ora pianificare azioni utili per celebrare la giornata mondiale del turismo indetta dall’Organizzazione Mondiale del Turismo, “Turismo sostenibile: uno strumento per lo sviluppo” guardando ad un segmento poco valorizzato quale appunto quello sportivo, che coinvolgerà operatori turistici ( pro loco, guide turistiche, tour operator, agenti di viaggi, albergatori) ed operatori sportivi per confronti di studio e di pianificazioni di possibili attività congiunte che potranno riguardare i temi sportivi, quali: team building esperenziale sul campo; analisi della domanda e dell’offerta di turismo sportivo sostenibile, sociale e responsabile; il rugby nel mondo e il rapporto con i flussi turistici; tour Educational del settore sportivo siciliano; accoglienza sportiva e promozione del territorio; la dimensione dell’umano nel settore delle accessibilità.

Un nuovo modello di sviluppo. A pieno titolo, inoltre, possiamo considerare il turismo sportivo nel nuovo modello di governance turistica nel DMO cultura, la cui novità essenziale consiste nel fatto che saranno i territori a progettare e sviluppare in spirito di condivisione, sotto la regia regionale, i prodotti turistici, diversificati e innovativi che maggiormente esprimono sia la vocazione territoriale (genius loci) sia l’attrattività tipica della “destinazione Sicilia”. Tutto questo sarà possibile se si adottano, in una logica di progetto interdisciplinare e sistemica valorizzazione dei differenti ruoli, all’interno di un team di lavoro che evidenzia positivamente le differenze e le criticità d’azione a vantaggio del “piano di gioco”.

Il messaggio della Chiesa. La Chiesa Universale, attraverso il “Dicastero pontificio per il servizio dello sviluppo Umano integrale” prende coscienza dell’importanza del turismo e delle politiche di progettazione, programmazione e pianificazione nei territori affermando: «Quando parliamo di turismo, ci riferiamo a un fenomeno di grande importanza, sia per il numero di persone che in esso sono coinvolte ( viaggiatori e lavoratori), sia per i numerosi benefici che può offrire ( tanto economici quanti culturali e sociali), ma anche per i rischi e pericoli che in tanti ambiti esso può rappresentare», ed ancora «il tempo di vacanza non può essere infatti, pretesto né per l’irresponsabilità né per lo sfruttamento: anzi, esso è un tempo nobile nel quale ciascuno può aggiungere valore alla propria vita e a quella degli altri. Il turismo sostenibile è strumento di sviluppo anche per le economie in difficoltà se diventa veicolo di nuove opportunità, e non fonte di problemi». (Città del Vaticano, 29 giugno 2017. Dicastero pontificio per il servizio dello sviluppo umano integrale). Agli amministratori locali, agli operatori della filiera turistica, agli operatori dello sport, l’occasione della prossima giornata mondiale del turismo, mi auguro, non vada sprecata.

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