La signora Carmela Amoroso
La signora Carmela Amoroso

Dopo dieci mesi di interminabile attesa si è conclusa a lieto fine, terminando con un ennesimo brivido, l’odissea di Carmela Amoroso, la donna afflitta da una malattia rarissima (“Mcs”), dal 20 ottobre scorso impossibilitata a fruire dell’ascensore condominiale in contrada Ogliastrello che le occorre per spostarsi nei centri ospedalieri dove effettua le cure. L’ascensore è tornato finalmente a funzionare, il contatore Enel a suo tempo staccato perché i condomini della palazzina non avevano pagato la fornitura, è stato riattivato e Carmela può così nuovamente fruire del fondamentale supporto quotidiano che le giova per spostarsi e quindi recarsi in ospedale per le opportune cure. E proprio nella giornata del 9 agosto scorso in cui è tornato a funzionare l’ascensore, Carmela è finita ancora una volta in ospedale per un’emergenza che ha fatto temere il peggio. Una puntura di insetto ha provocato alla donna una crisi respiratoria, causandole uno shock anafilattico. Il marito e la figlia le hanno subito praticato una provvidenziale iniezione che ha salvato la malcapitata, in attesa che arrivassero i soccorsi. Poi è stata condotta tramite ascensore in strada dove un’ambulanza del 118 l’ha portata all’ospedale San Vincenzo.

Attimi di paura. «Abbiamo vissuto ancora una volta un momento di paura – spiega il marito della donna, Angelo Intelisano – e ciò proprio nel giorno in cui finalmente l’ascensore è stato riattivato. Adesso mia moglie è tornata a casa e ci rende più sereni il fatto di sapere che l’ascensore ora funziona». I condomini non hanno pagato alcune bollette e la corrente dell’ascensore era stata staccata dall’ente erogatore di energia. Ora la soluzione risolutiva: «L’ascensore sarà fruibile per noi e per un’altra famiglia che siamo stati dotati di un’apposita chiave, mentre altri 8 condomini hanno deciso di non avvalersi della possibilità di utilizzarlo», spiega Intelisano. In effetti, Enel aveva già dato da tempo la propria disponibilità ad attivare subito il contatore ma si trattava di dirimere le procedure in ambito condominiale.

La malattia. Carmela è costretta a vivere con la bombola d’ossigeno ed in carrozzella, a causa della “Mcs” (Sensibilità chimica multipla). La sua non è una vita normale, persino il fumo o un profumo potrebbero scatenarle una grave crisi e nel corso della giornata non può rimanere da sola. Il legale della famiglia l’avv. Antonio Barbiero, si era detto pronto, per risolvere il caso, anche ad assumere ulteriori iniziative e rivolgersi all’Autorità giudiziaria. Un appello era stato lanciato, a suo tempo, da Carmela e dal marito, con una lettera anche all’indirizzo della Presidenza della Repubblica. Ora è arrivata la svolta tanto attesa.

© Riproduzione Riservata

Commenti