L'ex vicesindaco Mario D'Agostino (Pdr-Sicilia Futura)
L'ex vicesindaco Mario D'Agostino (Pdr-Sicilia Futura)

L’ex vicesindaco Mario D’Agostino interviene con una nota sul futuro di Asm, dal caso Pappalardo alla ricerca di un successore, e chiede un’accelerazione per l’indicazione proprio di una nuova guida al vertice dell’Azienda. «Non dovrebbe essere mai troppo appassionante – scrive D’Agostino – una vicenda che grava sulle spalle di altri, ma questo è quanto sta avvenendo in rapporto al trasferimento o meno a Reggio Calabria del comandante Pappalardo. Non si tratta, in effetti, né di mettere in discussione il buon operato del dirigente, ne di un braccio di ferro tra chi lo vorrebbe fermo a Taormina in contrapposizione a chi vuole assecondare la sua progressione di carriera: si tratta piuttosto di capire quale futuro si immagina per settori strategici come la viabilità, il controllo del territorio e la gestione di una Azienda speciale. È solo in questo senso che il “doppio peso” del dottor Pappalardo, nella qualità di comandante dei vigili e di commissario straordinario dell’Asm, può rischiare di diventare un involontario campo di battaglia».

Il monito. «Noi aspetteremo, ma nemmeno con troppa pazienza, perché lo stallo attuale è decisamente deleterio, che la “vicenda Pappalardo” si concluda, in un modo o nell’altro. Nello specifico, in riferimento all’ASM la nostra posizione è molto chiara: Pappalardo ha ben operato all’Asm, ma in tempi rapidi dovrà essere indicato un suo successore, che possa guidare l’azienda fuori dalla provvisorietà; e dovrà essere un tecnico e non un politico, preferibilmente scelto sulla base di un bando pubblico.

Divergenze consiliari. «Tutti vogliono che Asm esca dalla ”stagnazione” in cui si trova – continua D’Agostino -. Lo chiede giustamente anche il consigliere Leonardi, che però si è era già affrettato a “stralciare” dall’odg del Consiglio comunale la trattazione e votazione dei bilanci Asm, che come noto è condizione fondamentale per qualunque inversione di marcia dell’Azienda. Pertanto, la nostra componente politica non contribuirà certamente ad aprire un dibattito sulla legittimità o meno delle aspettative di trasferimento di un dirigente, per scelte che competono a lui, e solo a lui; rispettiamo la posizione del consigliere Vittorio Sabato, pur avendo una diversa opinione in proposito, ma vogliamo spostare l’asse del confronto sul vero elemento chiave: il futuro dell’Azienda Speciale. Il tempo dell’attesa è oramai finito, e non si potranno certamente attendere altri sei anni per un ritorno alla normalità».

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