Tasse

La casa municipale taorminese ha conferito incarico all’avvocato Marcello Scurria per la proposizione di un azione stragiudiziale a tutela dell’ente locale nei confronti di Serit Sicilia Spa nella contesa legale in atto tra le parti per la mancata riscossione, contestata dal Comune alla società, di somme pari a circa 10 milioni sui tributi Ici e Tarsu. Si tratta di un braccio di ferro riferito alle annualità in cui Serit svolgeva attività di riscossione delle impose a Taormina su mandato del Comune. Il 1 ottobre 2010 il Comune aveva, infatti, approvato una convenzione poi stipulata il 10 dicembre con Serit Sicilia Spa denominata “Progetto integrato di recupero fiscale Riscossione attiva”, avente ad oggetto i servizi di liquidazione e accertamento della Tarsu e dell’Ici, la scoperta degli evasori occulti ed il recupero dell’evasione per il triennio 2010-2012, nonché per tutte le annualità precedenti non ancora prescritte. Il Comune ha poi contestato a Serit “assoluta carenza di attività” e ne ha chiesto la condanna al pagamento delle «somme non riscosse per Ici, relative alle annualità dal 2006 al 2008, e per Tarsu, relative alle annualità dal 2006 al 2010, ammontanti a Un milione 348 mila 468,65 euro, detratto dall’importo delle riscossioni l’aggio del 30% pattuito in convenzione».

I numeri della contesa. «Il Comune di Taormina ha così citato Riscossione Sicilia Spa nella persona del legale rappresentante pro-tempore a comparire dinnanzi al Tribunale Civile di Palermo, affinché previa declaratoria di inadempimento contrattuale venisse condannata al pagamento in suo favore della somma di 9 milioni 348 mila 468.65 euro, oltre il risarcimento del danno, il tutto con interessi e rivalutazione monetaria». Sempre il Comune, nella circostanza, ha chiesto, inoltre, la condanna di Serit/Riscossione «al pagamento della somma di 8 milioni di euro, pari a Un milione di euro per ciascun anno di durata della convenzione dal 2005 al 2012, che secondo quanto contrattualmente previsto si era impegnata a recuperare dagli evasori». Con sentenza del 2014 il Tribunale di Palermo ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione in favore della Corte dei Conti. Poi, con ricorso depositato il 5 febbraio 2015, il Comune, ha proceduto alla riassunzione del giudizio dinnanzi proprio alla Corte dei Conti, chiedendo l’accoglimento delle domande in questione. Nel 2016 la Corte dei Conti, sezione Regione Siciliana, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal Comune di Taormina. Ora si registra un nuovo atto della contesa, ed un ennesimo tentativo del Comune di recuperare le somme. Per Serit circa 8 milioni, tuttavia, non sarebbero più esigibili.

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