Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

È sempre più guerra aperta tra Comune di Taormina e il Cvsm, ente gestore della piscina comunale. La Prima Sezione Civile del Tribunale di Messina, infatti, ha rigettato l’istanza del Comune che aveva impugnato la momentanea esecutività di un decreto ingiuntivo da 541 mila euro ottenuto lo scorso anno dal Cvsm. In sostanza il Corpo Volontario di Soccorso in Mare aveva chiesto al Comune di pagare quanto non versato per quanto concerne 10 anni di attività svolta a favore dei bambini, dei disabili e degli anziani a fronte di un apposito atto deliberativo sancito a margine del contratto di gestione della piscina sottoscritto dalle parti nel 2008. Il Comune si impegnava, allora, a coprire le spese per quanto concerne il servizio svolto per i disabili in toto, al 50% per i bambini delle scuole di Taormina e per gli anziani oltre i 65 anni sempre residenti a Taormina.

L’origine della contesa. «Il Comune – spiega Alessandro Gaglio, portavoce del Cvsm – tuttavia, a fronte, degli 87 mila euro di importo che avrebbe dovuto versare annualmente come da contratto copriva tale servizio con somme minime sui 5,6,7 o 8 mila euro. Sino ad un certo punto quelle somme non le abbiamo reclamato perché, al contrario di quanto qualcuno pensa, noi non siamo mai stati qui per arricchirci e quindi eravamo ben consapevoli che, comunque, il Comune a sua volta come da contratto si faceva carico di acqua, luce e gas. Poi il Comune, con una serie di atti verbali e per iscritto, nel 2015 ha deciso di togliere quei soldi dal bilancio a partire dall’anno successivo e hanno anche incaricato un legale per affermare che le spese di acqua, luce e gas dovessero essere a nostro carico».

Scontro senza tregua. «A quel punto – aggiunge Gaglio – abbiamo deciso di avviare le vie legali e abbiamo chiesto che ci vengano pagate le somme non versate, per un importo di 541 mila euro e quel decreto ingiuntivo, riconosciutoci dal Tribunale di Messina, è stato impugnato dal Comune che a sua volta ha chiesto 1 milione 200 mila euro di luce e gas che a loro volta ritengono non pagati da noi. Dunque, il Comune ha impugnato la momentanea esecutività di quel decreto ingiuntivo di 541 mila euro ma ancora una volta il Tribunale di Messina gli ha dato torto». Il Tribunale di Messina, con ordinanza del 31 luglio scorso, ha rigettato la richiesta di sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, assegnando alle parti 30 giorni dal 30 gennaio 2018 per il deposito di memorie «limitate alle sole precisazioni o modificazioni delle domande». In sostanza la causa proseguirà ma intanto, nella guerra sulla piscina comunale, il Comune incassa un altro “boccone amaro”.

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