«Siamo insoddisfatti anche di quanto ascoltato e dell’esito di questo Consiglio comunale. Si sta mettendo ancora una volta una pezza, in modo raffazzonato, dicendoci di iniziare l’anno scolastico alla Foscolo e poi da gennaio ci sarebbe il trasferimento dalle Suore. Non è così che si risolvono i problemi, l’improvvisazione non porta da nessuna parte». Lo afferma la presidente del Consiglio d’Istituto del Comprensivo 1, Ornella Monforte, visibilmente delusa, come gli altri genitori, dagli sviluppi politici di queste ore e dalla situazione che rimane quanto mai incerta sul fronte della necessità di reperire un immobile dove far iniziare l’anno scolastico agli studenti del Comprensivo 1. «Ma perché al primo agosto siamo ancora qui a parlare di problemi che si conoscono da mesi e anni? – afferma Monforte – Al 31 luglio, benché sollecitati da me da maggio, sono stati stanziati 4800 euro per gli arredi scolastici di una sola aula a Trappitello: questa è l’attenzione che si ha per le scuole. Come si può iniziare alla Ugo Foscolo in un plesso che è nelle stesse condizioni di prima e che necessita di opere di messa a norma?».

Questione ultra decennale. L’emergenza scuole a Taormina, d’altronde, è una questione snervante che dura ormai da parecchio tempo. È iniziata nel 2004 quando venne chiusa la storica sede delle elementari, “Vittorino da Feltre”, dichiarata inagibile perché non in linea con le vigenti normative anti-sismiche. Da quel momento la “Vittorino da Feltre” non è stata più riaperta e gli alunni sono stati trasferiti alla vicina scuola media Ugo Foscolo. Quest’ultimo plesso accoglie da allora studenti della scuola primaria e secondaria nonché gli uffici della dirigenza e della segreteria per un totale di 400 persone, di cui 348 alunni. «L’edificio – si legge in una recente relazione della dirigente dell’Istituto Comprensivo 1, Carla Santoro – è un prefabbricato che risale agli Anni ’70, desta serie preoccupazioni anche perché ubicato in una zona con strada senza uscita, unica via di fuga e di soccorso ma con scarsa viabilità e quotidianamente talmente ingombra di mezzi pubblici e automezzi da rendere difficoltosa qualsiasi forma di esodo e di soccorso in caso di calamità».

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