Emergenza Scuola Taormina
Emergenza Scuola a Taormina

Dove inizieranno il nuovo anno scolastico a settembre gli studenti delle scuole elementari e medie di Taormina centro? A questa domanda al momento non riuscirebbe a dare una risposta nemmeno il mago Silvan. L’ex sede delle Suore non è pronta, le Suore Antoniane sono un’idea estemporanea naufragata nel volgere di qualche ora, l’ex ospedale è un’ipotesi già tramontata e soprattutto è indisponibile anche la “Ugo Foscolo” dove da tempo immemore si sarebbero dovuti effettuare i lavori di messa a norma ma chissà per quale mistero quel cantiere non viene avviato. Si è detto e scritto tanto ma il senso delle cose è molto semplice: il Comune di Taormina, a un mese e mezzo dal suono della campanella, sta scherzando col fuoco, tra un sopralluogo e l’altro e con un fiume di chiacchiere che non servono a niente e a nessuno.

Un decennio fallimentare. Quanto sta accadendo in questi giorni, in fondo, non è che la punta dell’iceberg di un’emergenza che dura da ben 13 anni, da quando nell’autunno 2004 a qualcuno venne la “felice” idea di dichiarare inagibile la scuola elementare Vittorino da Feltre. Si potranno tirare fuori dieci cento o mille perizie che attestano problematiche di cosiddetta inagibilità o di non conformità alla vigente normativa antisismica ma altrettanto chiaro appare che un conto sono i formalismi e tutto un altro discorso è la sostanza. E, nel caso specifico, la sostanza delle cose è che quella scuola non andava chiusa e di sicuro era ed è molto più sicura del prefabbricato di Via dietro Cappuccini, la media Foscolo che non a caso necessita di lavori da 400 mila euro per essere messa a norma. La Vittorino da Feltre, secondo le malelingue, venne chiusa perché quell’edificio aveva fatto il suo tempo come scuola e forse qualcuno pensava di realizzarvi li un bell’albergo o magari un paio di appartamenti (visto che a Taormina forse non se ne contano già abbastanza). Dal 2004 in poi la politica taorminese si è praticamente disinteressata – e se lo ha fatto lo ha fatto senza convinzione – del problema di far riaprire la Vittorino da Feltre perché tanto l’emergenza era stata risolta con la grande ammucchiata di studenti delle elementari trasferiti insieme a quelli delle medie in un unico plesso. Nel mentre era anche arrivato per l’ex scuola elementare un finanziamento da circa Un milione e mezzo di euro, che a quanto pare è stato pure perso e nel mentre si concretizzato il (prevedibile) punto di non ritorno per la scuola Ugo Foscolo, dove entro il 31 dicembre dovrebbero essere eseguiti e rendicontati 400 mila euro di lavori di cui sarà già abbastanza se si effettueranno opere per 200 mila euro, tenendo conto che ad agosto non ci sarà cantiere aperto e si arriverà quindi dritti dritti già a settembre.

La solita improvvisazione. Adesso si stanno cercando a destra e a manca un paio di aule ma si rischia il grottesco tra una soluzione che sfuma rapidamente dopo l’altra. E come dare torto ai genitori che stavolta si sono arrabbiati di brutto, anzi è il caso di dirlo con un francesismo assai più eloquente: sono incazzati neri contro questo modo di fare inadeguato, pasticcione e superficiale, che non dà la giusta considerazione sociale alle politiche scolastiche e considera la scuola alla stregua di una scocciatura sulla quale tappare i buchi e improvvisare alla giornata. Titanica – si fa per dire – appare soprattutto la sfida tra la pochezza e l’inadeguatezza degli amministratori e quella ancora più disarmante degli uffici comunali. La politica ha mille colpe e su questo non ci piove ma va altrettanto evidenziato che in questo momento forse nemmeno Superman e Padre Pio potrebbero amministrare in modo decente un Comune dove gli uffici comunali, nei vari settori senza distinzioni, si possono considerare in un solo modo: un disastro totale, senza se e senza ma. Il Comune di Taormina andrebbe rivoltato come un calzino, da cima a fondo, senza sconti per nessuno. A Palazzo dei Giurati si fa troppa chiacchiera, si passeggia e si guarda l’orologio, trascorrendo alla meno peggio le giornate per inerzia e stancamente, senza la determinazione di voler contribuire alla risoluzione dei problemi della gente e del territorio. C’è chi ha dei limiti oggettivi e non gliene si può fare più di tanto una colpa, c’è chi più semplicemente non si affatica e non si preoccupa perché poi tanto arriva il giorno 27 e tanti saluti a tutto il resto. Il materiale umano può anche avere mille difetti ma se non ci si mette neppure un minimo di cuore e di passione nelle cose, appare ben comprensibile perché da un ventennio Taormina va avanti tra Amministrazioni fallimentari e uffici comunali da zero in pagella, che volente o nolente diventano una costante zavorra di ogni legislatura per chiunque si trova poi al Governo. Già la politica attuale è scarsa e, tra un’elezione e l’altra, va al Governo cittadino per il solo titolo dei 100 voti, se poi ci si mette pure che gli uffici non funzionano, allora si può poi comprendere perché a Taormina i problemi non si risolvono quasi mai. E anche stavolta si dirà ai genitori, con la solita rassicurante approssimazione: state tranquilli e non vi arrabbiate, in qualche modo faremo, troveremo le aule, risolveremo tutto. Ma tutto cosa? Questa non è programmazione. È la solita improvvisazione che non porta da nessuna parte, specchio riflesso di un Comune che se non è neppure capace di garantire un futuro adeguato ai bambini non può illudersi di avere nessun futuro.

© Riproduzione Riservata

Commenti