Bruno De Vita, neo presidente del CRF
Bruno De Vita, neo presidente del CRF

È Bruno De Vita il nuovo presidente del Consorzio Rete Fognante di cui fanno parte i Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola. L’ex assessore ed ex presidente di Asm prende il posto di Andrea Raneri che nelle scorse settimane era stato nominato vicesindaco della Giunta taorminese. Dell’assemblea del Consorzio, rivisitata in questi giorni con le relative nomine da parte dei quattro Comuni, faranno parte per Castelmola, Catena Gullotta, Stefania D’Agostino e Marzio Puglia (eletto nel Cda); per Letojanni Pancrazio Gullotta, Carmelo Sterrantino e Domenico Currò (eletto nel Cda); e per Taormina oltre al neoeletto presidente De Vita, c’è anche Antonio Raneri.

Riequilibrio finanziario. «Mi trovo a coordinare – ha detto De Vita ieri al suo insediamento – un’azienda potenzialmente sana, ma che soffre di problemi di liquidità economica. Sono convinto che con collaborazione e coinvolgimento sulle scelte da effettuare dei comuni consorziati si potranno porre le basi per un futuro stabile. Per quanto riguarda il personale da impiegare nella gestione degli impianti, il solo problema da attenzionare, resta quello finanziario su cui abbiamo chiesto l’impegno da parte degli Enti locali consorziati. A breve termine è prevista una programmazione che prevede il riequilibrio finanziario. Sono, infine, intenzionato a coinvolgere nelle scelte da effettuare i consiglieri di Amministrazione e a conferirgli responsabilità in alcune attività. Ho già in programma, entro dieci giorni, un incontro con i sindaci per concordare con loro il programma di sviluppo da preparare assieme, ovviamente, a tutto il Cda».

Consorzio polveriera. In effetti, la situazione del Consorzio rimane una preoccupante polveriera, i conti sono in rosso e a confermare il quadro attuale di difficoltà legato ai mancati trasferimenti da parte dei Comuni è stato proprio l’ex presidente, il vicesindaco di Taormina, Raneri. «La situazione del Consorzio – ha detto Raneri – è gravissima. Il personale necessario alla gestione degli impianti, dal giorno 16 luglio scorso non ha avuto il rinnovo dei contratti poiché la società interinale incaricata non è più disponibile ad anticipare le somme per gli stipendi e sono già in essere 4 mensilità non corrisposte per un importo superiore ai 100 mila euro». «I trasferimenti da parte dei Comuni – ha aggiunto Raneri, che nella qualità di assessore alle Partecipate ha definito la situazione di “grave criticità” – non sono sinora arrivati e il pignoramento per 530 mila euro posto in essere dalla “Ingegneria e appalti” non è stato sbloccato. L’Enel vanta crediti per 1 milione di euro e senza i trasferimenti da parte dei comuni non si esclude a breve un distacco dell’energia elettrica. C’è la concreta possibilità di sversamento dei reflui in mare. Tutto il lavoro fatto negli ultimi tre anni rischia di essere vanificato».

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