Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

«La sequenza di dichiarazioni che si sussegue sulla cosiddetta elipista di Taormina è tanto stucchevole quanto sconcertante. Per quanto ci risulta quella struttura non è più autorizzata, c’è un’unica struttura che esiste e che si chiama piscina comunale. E noi siamo l’ente gestore di quell’area». Lo afferma il portavoce del Cvsm, ente gestore della piscina comunale di contrada Bongiovanni (e presidente della MayDay Taormina) che torna ad attaccare il Comune ma lancia frecciate anche all’Asp sulla vicenda sempre più intricata dell’elipista comunale.

La querelle. «La Soprintendenza ha ben definito la situazione precisando che l’elipista era una struttura temporanea approvata soltanto per il G7 – spiega Gaglio – ma qualcuno continua a non tenerne conto. Stiamo vedendo che tutti dicono di tutto e di più. Il Comune fa finta di non ricordare che il Tar, nel rimandare per l’udienza nel merito a marzo 2018, ha detto che non vede fumus nella richiesta di sfratto del Cvms e non capisce il perché della posizione del Comune stesso. Diciamolo chiaramente: se il Tar rigetta una sospensiva e non ravvisa motivi di urgenza per accogliere un’istanza significa che chi fa ricorso ha perso e il Comune di Taormina ha perso. Sino a prova contraria in quei terreni c’è un ente gestore ed è il Cvsm. O la questione è forse altra: c’è forse qualche impresa già interessata a rilevare la gestione della cosiddetta elipista? A nostro avviso non si realizza una struttura provvisoria in cemento. Noi non abbiamo mai avuto le chiavi del cancello dell’elipista, anzi è stata cambiata la chiave della centrale elettrica interessata da lavori per il G7, e il Comune ci ha pure tolto il contatore dell’acqua, ha sigillato e disattivato quello del gas. Noi siamo sereni ma aspettiamo che prima o poi qualcuno si accorga di quello che sta accadendo».

Frecciate all’Asp. Poi Gaglio si rivolge anche all’Asp: «Gradiremmo avere dalla direzione dell’Asp maggiori delucidazioni sui tempi di percorrenza di un elicottero nel contesto di questa fantomatica elipista e se ci verrà fornita la tempistica esatta saremo ben lieti. Siamo di fronte a persone che sono in imminente pericolo di vita e abbiamo grande rispetto per questo. Ma la verità è che siamo a Taormina da 17 anni e non c’è mai stata tutta questa necessità di questa elipista. A cosa serve veramente? Noi conosciamo benissimo l’emergenza perché siamo il Corpo Volontario di Soccorso in Mare, abbiamo salvato delle vite a persone che stavano annegando e gli elicotteri in certi casi possono atterrare anche nelle spiagge e nelle campagne. Sappiamo bene che sono i secondi, i minuti, che decidono il destino di una vita, e questo conta più di tutto ma a Taormina quella non è un’area idonea per elipista. Lì c’è la piscina comunale, gestita dal Cvsm, che sta subendo dal Comune angherie di ogni genere ma che ha fiducia nelle valutazioni che verranno espresse nelle sedi opportune».

Il primo atterraggio. Infine il Cvsm richiama e documenta con un filmato un particolare momento: «Il primo atterraggio di un elicottero accanto alla piscina comunale durante i lavori per il G7 – afferma Gaglio -. Eravamo lì. Il primo tentativo di atterraggio non è riuscito. Il secondo si. Sapete quanto tempo sono stati fermi? Più di 30 minuti. Tutto filmato. E l’ambulanza scortata dai vigili urbani. Mah! E questa l’elipista da difendere e da confermare?».

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