Tassa di soggiorno

È braccio di ferro tra il Comune e gli operatori economici sulla tassa di soggiorno. La casa municipale ha conferito nelle scorse ore incarico ad un professionista del Foro di Messina, l’avv. Ferdinando Marullo di Condojanni a difesa dell’ente in riferimento ad alcuni giudizi instaurati da vari contribuenti innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale e/o Commissione Tributaria Regionale. Per l’incarico, Palazzo dei Giurati ha previsto una spesa complessiva da impegnare per tale incarico pari a 10 mila euro. In una di queste cause una nota società alberghiera ha chiesto l’annullamento dell’ avviso di accertamento riguardante l’imposta di soggiorno relativa agli anni 2015 e 2016 per un importo di 121 mila 169,75 euro. Un’altra società ha promosso ricorso sempre innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Messina per l’annullamento dell’avviso di accertamento con cui si richiedeva il pagamento della Tassa di soggiorno per l’anno 2015-2016 per un importo di 233 mila 453,90 euro. E in un terzo ricorso un’altra ditta ha richiesto l’annullamento dell’avviso di accertamento relativo alla tassa di soggiorno degli anni 2014, 2015, 2016 dell’importo di 44 mila 406,25 euro. Il balzello introdotto dal Comune di Taormina dal 1 gennaio 2013, e poi nel corso del tempo raddoppiato con il relativo aumento delle tariffe, fa discutere da sempre perché in questi anni gli albergatori hanno a più riprese contestato il mancato utilizzo delle somme da parte del Comune per quella che era la finalità con la quale venne istituita dal Consiglio comunale l’imposta: ovvero per il turismo e le attività di promozione del territorio.

Tutto nel calderone del bilancio. L’imposta di soggiorno, in effetti, è divenuta, per lo più, un’ancora di salvezza per dare ossigeno agli asfittici bilanci del Comune e le somme sono per lo più finite nel calderone dell’esercizio finanziario comunale anche perché non è mai esistito un apposito capitolato di spesa. Una questione che scatena polemiche e alimenta il forte malcontento degli operatori economici ma anche dei cittadini. Quattro anni fa era stato istituito un apposito Osservatorio per il Turismo preposto a proporre, con un tavolo costituito dal Comune, con albergatori e imprenditori, l’utilizzo delle somme provenienti dalla tassa per migliorare il settore turistico della città ma anche quest’organo è poi naufragato e l’Amministrazione ha scelto di andare avanti da sola. Gli albergatori non vogliono, insomma, essere ritenuti “esattori” o agenti contabili nella riscossione di un’imposta che era nata sotto una stella e ben presto ne ha assunto un’altra. Nel 2016 il Comune ha introitato dall’imposta di soggiorno 2 milioni 100 mila euro. Palazzo dei Giurati ha lamentato, inoltre, nella stessa annualità di non aver riscosso ulteriori 600 mila euro, e che al momento sarebbero state recuperate la metà di queste somme, circa 300 mila euro.

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