Nello Musumeci
Nello Musumeci

Nello Musumeci è pronto a rompere gli indugi, il tempo sta per scadere e il continuo “tira e molla” che disorienta gli elettori e annacqua le ambizioni del centrodestra rischia di favorire la corsa dei Cinque Stelle al successo alle Regionali di novembre. E per compattare il fronte e mettere a tacere i dissidenti, Musumeci potrebbe decidere di incontrare nei prossimi giorni, forse già in settimana, il Cavaliere. Un blitz ad Arcore per incassare il placet di Silvio Berlusconi e di Forza Italia alla sua candidatura. I rapporti tra i due sono buoni e il faccia a faccia potrebbe mettere fine a una guerra di logoramento che rischia di replicare la sconfitta politica del 2012.

Il dopo voto. Intanto Musumeci pensa a quale situazione erediterà chi vincerà la competizione. «La situazione dei conti pubblici della Regione Siciliana è allarmante. Abbiamo denunciato, in questi cinque anni di ininterrotta opposizione, l’inadeguatezza delle misure adottate e l’assenza di una strategia per superare la crisi. Siamo stati le uniche forze – quelle di centrodestra – a non aver mai votato la legge finanziaria, che persino i grillini hanno sostenuto all’inizio della legislatura. Nei prossimi anni inizieremo l’opera di risanamento del bilancio, a partire dall’abolizione degli Enti inutili, delle partecipate fantasma, e lavoreremo a riqualificare la spesa, investendo in innovazione e sviluppo. Saranno anni difficili, ma ce la faremo, come già abbiamo fatto a Catania e ovunque ci sia stata data la possibilità di governare il territorio».

Il caso migranti. Poi una riflessione sulla questione migranti: «La diffusa povertà, le difficili condizioni delle nostre famiglie – spiega Musumeci – sono tutti indici che dovrebbero fare riflettere quanti affrontano la questione immigrazione con inutile buonismo. La Sicilia non può sopportare oltre la sua condizione di frontiera non protetta. Se toccherà a noi guidare la Regione chiederemo al governo nazionale di nominare un commissario per l’immigrazione nella persona del presidente della Regione».

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