Angelino Alfano alla Summer School organizzata a Giardini Naxos dalla Fondazione Costruiamo il Futuro
Angelino Alfano alla Summer School organizzata a Giardini Naxos dalla Fondazione Costruiamo il Futuro

Non si rassegna a un destino politico che si appresta a detronizzarlo e relegarlo probabilmente ai margini del potere come fu per Gianfranco Fini, entrambi fedelissimi che decisero di tradire il Cavaliere. Angelino Alfano vuole giocarsi le sue residue chance per un ruolo da protagonista e punta sulle Regionali di novembre in Sicilia, dove prova a fare la voce grossa. «Per le regionali noi presenteremo un programma. Ascolteremo l’opinione delle altre forze politiche. Avvieremo consultazioni sul nostro programma. Chi lo condividerà sarà nostro alleato. Ovviamente forniremo un candidato presidente», ha detto Alfano, intervenuto nel fine settimana alla Summer School organizzata a Giardini Naxos dalla Fondazione Costruiamo il Futuro. Riferendosi ad un possibile accordo in Sicilia con Forza Italia, il leader di Ap ha osservato: «Noi partiamo dal programma e vogliamo che sul programma di rilancio della Sicilia si trovi la convergenza. È chiaro che riteniamo di avere energie e forze per esprimere una nostra candidatura a presidente della Regione. Non faccio il nome per non bruciarlo. Durante le consultazioni, che faremo con le altre forze politiche, vedremo se emergerà su una rosa di nostri nomi una possibile convergenza».

L’analisi del Paese. «Abbiamo preso questo Paese con il segno meno davanti la percentuale del Pil e lo stiamo riconsegnando agli italiani con il segno più davanti la percentuale del Pil e quello che noi stiamo facendo oggi è il tentativo di andare oltre, dando a questa nostra area politica una vita oltre la prossima scadenza elettorale. Tutti i numeri – ha concluso – ci dicono che il nostro Paese può diventare instabile e allora dobbiamo costruire un centro politico che non insegue nessuna coalizione ma che è indispensabile per chiunque voglia governare, e noi possiamo essere indispensabili per chiunque voglia governare perché abbiano un programma di buonsenso che e inevitabile incrociare. Lo faremo anche in Sicilia».

Lo spettro dell’annessione. Poi l’ammissione che rende l’idea sullo stato delle cose: «Nei prossimi giorni lo scontro si alzerà, ci sarà ancora maggior violenza nei nostri confronti, potremmo avere qualche altra defezione. A me di tutto questo interessa poco. Da settembre scende in campo la squadra titolare. Noi non ci piegheremo, non ci faremo sottomettere, non ci faremo annettere. Difenderemo con orgoglio la storia di questi quattro anni». Lo diceva anche Gianfranco Fini e il finale di quella storia è noto a tutti.

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