Comune di Taormina
Comune di Taormina

Il Comune di Taormina avvia una nuova azione legale nei confronti di Riscossione Sicilia. All’ex agente di riscossione del Comune viene contestato di non aver riscosso importanti somme che adesso non ci sono nel bilancio di Palazzo dei Giurati. «Vogliamo recuperare il credito che vantiamo da Serit Sicilia – ha spiegato l’assessore al Bilancio e Contenzioso, Salvo Cilona -. La somma spettante al Comune pare aggirarsi sui 10 milioni di euro. Loro dicono che hanno effettuato regolarmente i versamenti su Imu e Tarsu dovuti al Comune. Stiamo facendo delle verifiche in tal senso e ci apprestiamo a nominare un autorevole avvocato per chiarire in via definitiva il caso. Sempre secondo Serit circa 8 milioni non sarebbero più esigibili».

La convenzione “tradita”. Il 1 ottobre 2010 il Comune aveva approvato una convenzione poi stipulata il 10 dicembre con Serit Sicilia Spa denominata “Progetto integrato di recupero fiscale Riscossione attiva”, avente ad oggetto i servizi di liquidazione e accertamento della Tarsu e dell’Ici, la scoperta degli evasori occulti ed il recupero dell’evasione per il triennio 2010-2012, nonché per tutte le annualità precedenti non ancora prescritte. «A seguito dell’inadempimento contrattuale da parte della società suddetta per assoluta carenza di attività – rileva adesso il Comune di Taormina – come dimostrato dal modestissimo importo della cifra riscossa, ne è stata chiesta la condanna al pagamento delle somme non riscosse per Ici, relative alle annualità dal 2006 al 2008, e per Tarsu, relative alle annualità dal 2006 al 2010, ammontanti a Un milione 348 mila 468,65 euro, detratto dall’importo delle riscossioni l’aggio del 30% pattuito in convenzione». «Il Comune di Taormina – continua l’atto formalizzato adesso da Palazzo dei Giurati – nella persona del sindaco pro tempore ha citato Riscossione Sicilia Spa in persona del legale rappresentante pro tempore a comparire dinnanzi al Tribunale Civile di Palermo, affinché previa declaratoria di inadempimento contrattuale venisse condannata al pagamento in suo favore della somma di 9 milioni 348 mila 468.65 euro, oltre il risarcimento del danno, il tutto con interessi e rivalutazione monetaria». Il Comune di Taormina ha chiesto, inoltre, la condanna della predetta società «al pagamento della somma di 8 milioni di euro, pari a Un milione di euro per ciascun anno di durata della convenzione dal 2005 al 2012, che secondo quanto contrattualmente previsto si era impegnata a recuperare dagli evasori».

Le tappe della contesa. Con sentenza del 2014 il Tribunale di Palermo ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione in favore della Corte dei Conti. Poi, con ricorso depositato il 5 febbraio 2015, il Comune, ha proceduto alla riassunzione del giudizio innanzi proprio alla Corte dei Conti, chiedendo l’accoglimento delle domande in questione. Infine, con sentenza del 2016 la Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal Comune di Taormina. Adesso la Giunta comunale ha autorizzato il sindaco Eligio Giardina ha proporre attività stragiudiziale nei confronti della Riscossione Sicilia Spa, al fine di verificare preliminarmente la possibilità di instaurare nei confronti dell’Agente Contabile il giudizio innanzi alla Corte dei Conti.

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