Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale
Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale

La presidenza del Consiglio comunale di Taormina, diretta da Antonio D’Aveni, ha trasmesso nelle scorse ore al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, la richiesta di autorizzare una deroga per la Città di Taormina in oggetto al possibile trasferimento di migranti in zona. La casa municipale ha inviato a Roma la delibera del 13 luglio scorso con la quale il Consiglio comunale di Taormina ha votato l’istanza a Palazzo Chigi finalizzata ad esentare la Perla dello Ionio da procedure inerenti la destinazione di migranti nel territorio della località turistica. La Prefettura di Messina aveva chiesto, in tal senso, nelle scorse settimane la disponibilità di Taormina ad accogliere 38 migranti e la vicenda ha acceso un aspro dibattito in paese. L’assemblea taorminese ha esitato nei giorni scorsi un atto nel quale si richiede con 13 voti favorevoli e 2 contrari, di esentare il comprensorio di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola (dopo Taormina, infatti, anche i tre Comuni sono stati invitati a deliberare lo stesso documento) dall’invio dei migranti. Alla delibera si è opposto soltanto il Partito Democratico, secondo cui sarebbe stato possibile effettuare l’accoglienza, mentre tutti gli altri consiglieri sia di maggioranza che di opposizione hanno ritenuto opportuno dire “No” alla richiesta di invio dei migranti in questo territorio, constatata l’assenza di strutture idonee. La delibera inviata al Premier Gentiloni è stata firmata dal presidente del Consiglio, D’Aveni, ma anche dal sindaco Eligio Giardina.

La delibera esitata. L’assemblea consiliare aveva disposto, tra i vari punti contenuti nel documento, la trasmissione del deliberato “al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Ministro degli Esteri, alla Prefettura di Messina, alla Città Metropolitana di Messina, al Presidente della Regione Sicilia”, evidenziando che «un’azione governativa volta ad imporre ai Comuni l’accoglienza nel proprio territorio di profughi clandestini non identificati rappresenta una grave lesione dell’autonomia e delle comunità sociali». La delibera ha richiamato anche una «consultazione avvenuta il 7 luglio scorso con le categorie produttive e sociali della città che condividono e aderiscono al documento» e alla luce di tutto quanto riportato nel documento «chiede alle autorità suddette, ciascuno per le proprie competenze, la deroga per il comprensorio taorminese, riguardante i Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola alla richiesta prefettizia».

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