Gianpiero D’Alia
Gianpiero D’Alia, coordinatore nazionale dei Centristi per l’Europa

«Per le prossime regionali l’unica coalizione possibile, perché vincente e innovativa è quella tra moderati e Pd». Così si era espresso il coordinatore nazionale dei Centristi per l’Europa, Gianpiero D’Alia in un’intervista rilasciata lo scorso 19 giugno. Un mese dopo le dichiarazioni dell’ex ministro Udc tornano prepotentemente d’attualità e si riparla sempre più con insistenza proprio di una sua discesa in campo alle Regionali per mettere all’angolo Crocetta e determinare un accordo tra il Pd e i centristi, unica e residua chance che rimane ai gruppi che hanno governato sinora la Sicilia di provare a contrastare i Cinque Stelle nella corsa al voto di novembre. Da buon democristiano, D’Alia aspetta le mosse dei competitori, attende che si brucino uno dopo l’altro e si prepara a scendere in campo con la regola essenziale di chi la politica la conosce molto bene e sa che nulla è più deleterio di un’auto-candidatura».

La via maestra. L’ex ministro, qualche settimana fa disse diverse cose che a distanza di poco tempo ora sembrano aver tracciato una strada quasi ineludibile per il Pd. «La lezione di Palermo è che quando moderati e progressisti si mettono insieme su un programma e un candidato credibili si vince perché gli elettori non hanno bisogno di esercitare un voto di protesta». Poi la promessa finale: «Non sono candidato alla presidenza della Regione siciliana, ho finito di frequentare l’asilo da qualche anno e non ho giochetti da fare. Nelle varie interviste e dichiarazioni che Crocetta ha rilasciato in questi giorni alimenta l’impressione che io voglia candidarmi. Ribadisco non è così». D’Alia si è chiamato fuori, non ha intenzione di (auto) candidarsi: e se invece saranno gli altri a candidarlo? Sfumature che fanno la differenza e appaiono qualcosa in più di una semplice voce estiva.

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