Elipista Piano Bongiovanni
Elipista Piano Bongiovanni

«Il Consiglio comunale ha approvato una delibera per realizzare una elipista definitiva sulla base di un accordo di programma tra il Comune e lo Stato italiano. Il Comune ha messo a disposizione la propria area ed il progetto lo ha realizzato l’Aeronautica militare. Quanto scaturito in conferenza dei servizi ha del grottesco. Scriverò al presidente Gentiloni per mettere in evidenza quanto accaduto». Lo afferma il presidente del Consiglio comunale di Taormina, Antonio D’Aveni, il cui intervento scrive un nuovo capitolo nella contesa tra il Comune di Taormina e la Soprintendenza sull’elipista di contrada Bongiovanni. Le Belle Arti hanno già espresso la propria posizione sollecitando formalmente con apposita nota la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione e la casa municipale ad attivare le procedure per il ripristino dello stato dei luoghi antecedente il G7 e per il conseguente smantellamento della elipista autorizzata in via temporanea in conferenza dei servizi il 22 febbraio scorso. Di diverso avviso il Consiglio comunale che ribadisce la volontà di far rimanere in funzione l’elipista e attende il via libera della Regione sulla richiesta di variante urbanistica richiesta al Cru al fine di sancire in via definitiva il passaggio del l’elipista da provvisoria a permanente.

La delibera consiliare. «La posizione del Consiglio comunale sull’elipista è stata già espressa in una apposita delibera nei mesi scorsi – afferma il presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni -. Chiediamo che si rispetti la delibera consiliare con la quale si è disposta la procedura di variante urbanistica per i terreni dove è stata realizzata l’elipista. Il Consiglio comunale, per dare la possibilità ai sette grandi di utilizzare quell’area durante il G7 ha votato per la realizzazione dell’elipista accanto la piscina ma la volontà è che quella stessa pista ora rimanga in uso alla città di Taormina per finalità turistiche e sanitarie. La decisione del Consiglio comunale è sovrana e va oltre le determinazioni della conferenza dei servizi inerente allora il G7. Quest’opera è un valore aggiunto per la città e non dà fastidio a nessuno. Il Consiglio comunale difenderà la propria delibera nella ferma convinzione che quella infrastruttura consenta di sviluppare l’economia della città e sia importante non soltanto per incrementare i flussi turistici ma anche per garantire alla sanità l’opzione aggiuntiva dei trasporti mediante elisoccorso». Poi l’affondo finale di D’Aveni: «Chi vuole imporre lo smantellamento della struttura sia meno intransigente di fronte a questa vicenda. È il momento di mettere fine ad un clima di “muro contro muro” che non porta da nessuna parte. Serve dialogo e buon senso. Un’opera costata una cifra non indifferente non può essere smantellata come fosse un pluviale non in rame. Sarebbe una mancanza di rispetto verso i cittadini e un danno erariale. Non è pensabile che venga rimossa, come già avvenuto al Piano Porto (i cui terreni sono però di proprietà privata) anche questa struttura comunale, essenziale e strategica per Taormina. La questione va risolta nelle sedi amministrative sedendo tutti ad un tavolo, senza arrivare ad altre sedi e senza farne un problema di rigidità documentale. L’elipista va confermata ed anzi auspichiamo che per la gestione si faccia poi un bando pubblico a cui possano partecipare tutti, ovviamente nell’ottica di un percorso gestionale ben programmato dal Comune».

Opera permanente. «Il Consiglio comunale, in qualsiasi caso – conclude D’Aveni -, sarà vigile sul caso. Difenderemo il progetto definitivo approvato dal Consiglio con tutti i mezzi possibili e chiederemo il rispetto dell’impegno assunto nell’accordo di programma e dunque che l’elisuperficie sia permanente. Pur ribadendo che la questione va risolta nelle sedi amministrative, se dovessero esserci responsabilità da parte di qualcuno le faremo emergere ed investiremo le sedi opportune».

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