Leoluca Orlando (Pd)
Leoluca Orlando (Pd)

Prima Pietro Grasso e poi Caterina Chinnici, sono soltanto due dei nomi che uno dopo l’altro si stanno spendendo e poi subito bruciando per la candidatura alla presidenza della Regione tra le fila del centrosinistra. Si è tirato indietro, a quanto pare, anche Davide Faraone, il fiduciario siciliano di Matteo Renzi, che immaginando la possibile (o probabile) debacle dei democratici alle prossime elezioni di novembre, ha fatto un passo indietro e ha scelto di desistere dal proposito di incassare la nomination per il dopo-Crocetta.

Il piano del professore. E adesso in cabina di regia è rimasto lui, Leoluca Orlando, il plenipotenziario sindaco di Palermo, che a livello regionale vorrebbe riproporre quel “modello Palermo”, che gli ha permesso di vincere alle amministrative. Orlando avrebbe sostenuto durante un vertice di qualche giorno fa che se si riuscisse a mettere insieme una coalizione compatta attorno a un programma ben definito (acqua pubblica, la gestione virtuosa dei rifiuti, i temi del lavoro e dello sviluppo oltre che la lotta per la legalità) il presidente del Senato Pietro Grasso potrebbe addirittura ripensarci rispetto al “No grazie” espresso quasi un mese fa rispetto alla proposta di candidarsi alla presidenza della Regione. Ma è davvero così o piuttosto un abile strategia posta in campo dal professore per provare a compattare il fronte e poi scendere lui in campo? Da più parti si comincia a sospettare che il tessitore della strategia sia soprattutto colui che più di tutti aspira a guidare il centrosinistra non dalle retroguardie ma in prima linea alle Regionali. Grasso, lo si sa ormai, ha altre mire e non ha intenzione di imbucarsi nel “tritacarne” delle dinamiche politiche siciliane.

L’indizio. E c’è anche – non a caso? – chi come Art.1-Mdp ha ribadito la necessità di una discontinuità rispetto al governo Crocetta sia sui programmi sia sul nome del candidato, che in questo quadro non potrebbe essere espressione dei partiti che sostengono l’attuale Giunta regionale. È forse un indizio che porta il vento della candidatura nella direzione di Orlando? L’obiettivo, in ogni caso, è quello di chiudere gli accordi e trovare la quadratura del cerchio entro fine luglio, perché poi ad agosto si andrà in vacanza e a metà settembre si dovranno presentare le liste per le regionali di novembre. L’idea di Orlando è semplice: se dovesse esserci anche una sola possibilità di vittoria per il centrosinistra, vuole essere lui a guidare la coalizione, diversamente rimarrà dietro le quinte.

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