Eddy Tronchet, responsabile taorminese del Gruppo Guide Sicilia Nord Orientale e profondo conoscitore dell'Etna
Eddy Tronchet, responsabile taorminese del Gruppo Guide Sicilia Nord Orientale e profondo conoscitore dell'Etna

«Una cittadinanza, quella di Linguaglossa, è umiliata e profondamente delusa dalla sua Amministrazione che ha portato alla cancellazione della stagione turistica 2017 sul versante Nord dell’Etna. Sindaci, assessori, consiglieri comunali hanno nel modo più irresponsabile possibile disatteso le direttive dell’Agcm (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) e degli imprenditori locali che si aspettavano la svolta auspicata da tempo per una gestione efficiente e rispondente alle esigenze del mercato della stazione escursionisitica del versante Nord dell’Etna, cioè la stazione Piano Provenzana». Lo scrive in una nota Eddy Tronchet, responsabile taorminese del Gruppo Guide Sicilia Nord Orientale e profondo conoscitore dell’Etna. «L’ennesimo bando di gara per il “Trasporto persone con automezzi sulla pista rotabile di Piano Provenzana – Etna Nord”, pubblicato a giugno 2017, contenente una serie di incongruenze – scrive Tronchet -, si è rivelato un clamoroso fallimento. Oggi, terza settimana di luglio 2017, la sbarra della famosa pista Piano Provenzana – Etna Nord è chiusa con scarsissime prospettive di una effettiva apertura per gli ultimi mesi utili della stagione. Ristoranti vuoti, pubblici esercenti deserti, tour operator e strutture ricettive costretti, forse loro malgrado, di indirizzare la propria clientela sul versante Sud dell’Etna. A tutto vantaggio della società Funivia dell’Etna il cui titolare, dott. Francesco Russo, è protagonista assoluto delle vicende vergognose che si sono susseguite a Linguaglossa e che si sono rivelate un azione mirata e studiata al fine di depotenziare il versante Nord dell’Etna inducendo gli operatori del settore di scegliere Etna Sud».

La denuncia di Tronchet. «Ho denunciato al Comando dei Carabinieri di Taormina ed alla Procura della Repubblica di Catania, di seguito al Comando dei Carabinieri di Linguaglossa – scrive Tronchet -, i fatti che hanno preceduto l’apertura delle buste chiuse del suddetto bando di gara e che a mio avviso contengono i presupposti di reato di turbativa d’asta ai sensi del codice penale. La mia azione è rivolta al ripristino della legalità ed alle condizioni auspicate dall’Agcm con i pareri AS 1253 del 9 febbraio 2016 e AS 1343 del 15 dicembre 2016 nei quali si evidenzia chiaramente le incongruenze e le anomalie della gestione monopolistica dell’escursionismo ad alta quota sull’Etna e dei contraddittori ed incomprensibili provvedimenti politici delle Amministrazioni di Linguaglossa e di Castiglione di Sicilia».

Appello alle agenzie turistiche. «Chiedo ai colleghi titolari di agenzie di viaggio taorminesi e del comprensorio turistico Taormina-Etna, ai tour operator, alle associazioni di categoria, agli albergatori taorminesi, alle guide della Regione siciliana, alle guide alpine e vulcanologiche di Etna Nord, a tutti gli operatori turistici di Linguaglossa, di Castiglione di Sicilia e di Francavilla di Sicilia di mobilitarsi in merito alla questione reagendo con forza al disegno infame di sottrarre il bellissimo versante settentrionale del nostro vulcano in favore della stazione Sud dell’Etna, talvolta sporca di detriti, caotica, simile ad una catena di montaggio quale è diventato nel corso degli anni il Rifugio Sapienza… Etna Sud».

Programmazione turistica. «I nostri clienti, ospiti di Taormina, di Giardini Naxos, di Letojanni, e dell’intero territorio della Valle dell’Alcantara – conclude Tronchet – hanno il sacro santo diritto di scegliere su quale versante visitare l’Etna. E superfluo ricordare a me stesso ed agli amici operatori turistici che le nostre località turistiche hanno per vocazione, per vicinanza geografica e per storia recente dell’escursionismo etneo, principalmente il versante Nord dell’Etna. Sono fiducioso nella risposta che sapremo dare agli amministratori di Linguaglossa e di Castiglione di Sicilia incoraggiandoli a trovare assieme alle numerose imprese turistiche locali e comprensoriali le soluzioni per un rilancio definitivo della stazione nord dell’Etna. Al sindaco di Taormina, dott. Eligio Giardina, ed alla sua misera Giunta, chiedo che si diano una mossa, che prendano coscienza del fatto che ogni evento negativo o positivo che accade nei nostri dintorni, soprattutto sull’Etna, riguarda da vicino le nostre politiche turistiche e la nostra efficienza nella programmazione di una offerta competitiva ed attraente per i prossimi 20 o 30 anni. Si chiama programmazione turistica caro Eligio e si pronuncia come si scrive».

© Riproduzione Riservata

Commenti