Fango in mare a Mazzarò
Fango in mare a Mazzarò

Arrivano le prime piogge post-G7 e a Taormina si verificano subito preoccupanti cedimenti nelle strade e danni all’ambiente che fanno temere in vista dei prossimi mesi, quando tornerà il maltempo. Lo spettro del dissesto idrogeologico si riaffaccia nella zona della piscina comunale verso valle (come quando nel 2015 una bomba di fango investì la funivia) e in Via Pirandello il manto stradale interessato da opere di asfaltatura a maggio si è già sbriciolato in almeno due punti con altrettante voragini. Ciò crea apprensione ma soprattutto rappresenta un evidente pericolo la pubblica incolumità. La prima buca sulla “Pirandello” si era notata da qualche giorno in prossimità di un noto albergo della zona, ma l’acquazzone di domenica mattina ha poi fatto completamente saltare l’asfalto in un altro punto e si è reso necessario transennare la strada. E adesso l’autunno viene già visto dai residenti come un incubo e si chiede al Comune di intervenire subito e di andare oltre quegli interventi “tampone” che molto spesso servono a poco o nulla.

M5S lancia l’allarme. E il Movimento Cinque Stelle di Taormina punta l’attenzione anche su un altro problema verificatosi sempre domenica scorsa, quello delle acque della baia taorminese investita da una intensa discesa di fango da monte verso valle. «Dopo un forte acquazzone estivo di breve durata sul Comune di Taormina – afferma l’organizer grillino Rosario Puglia – si sono verificati dei danni alle strade e soprattutto alle zone interessate dalle elipiste costruite per ospitare il G7. Nella baia di Mazzarò si è riversata una massa di fango colore rosso. Questo sversamento, potrebbero essere stato causata dallo smottamento della terra di contenimento posta ai lati dell’elipista in contrada Bongiovanni Pescatore. Su questa vicenda abbiamo già informato la Portavoce del M5S presso l’ARS Valentina Zafarana». «La deputata del M5S – continua Puglia – si è interessata già in passato alla problematica per la costruzione delle elipiste. Il Meetup “Taorminesi in Movimento” si era già espresso in merito al deposito della terra di risulta utilizzata per formare il muro di contenimento, ed aveva chiaramente detto, che alle prime piogge autunnali si sarebbe potuto verificare quello che oggi abbiamo sotto gli occhi. La fortuna nostra è stata che, anche se intenso il fenomeno piovoso ha avuto una breve durata. Per questo motivo, la logica ci spinge a pensare che altri smottamenti potrebbero ripetersi e magari causare ingenti danni a cose e persone». «A valle ad esempio – conclude Puglia – persiste la minaccia sulla struttura della funivia, interessata lo scorso anno da eventi franosi che ne hanno compromesso la funzionalità per un lunghissimo periodo di tempo. Per questo abbiamo segnalato questa anomalia alla nostra Portavoce e chiesto di intervenire nelle sedi opportune per ricercare la causa e le responsabilità di quanto successo».

Elipista di Piano Bongiovanni
Elipista di Piano Bongiovanni

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