Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale
Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale

«Si poteva e si doveva immaginare un’altra soluzione per gli studenti che stanno lavorando alla Domus, una soluzione certamente molto più decorosa dell’odierno farli dormire su un materasso nella palestra comunale». Lo afferma il presidente del Consiglio comunale di Taormina, Antonio D’Aveni che interviene sulla questione degli studenti universitari impegnati nelle attività di ricerca alla Domus San Pancrazio, al momento alloggiati presso la palestra comunale.

Rispetto per gli studenti. «Mi viene in mente – spiega D’Aveni – che si poteva, ad esempio, immaginare di utilizzare il Capalc e istituire un servizio bus tramite Asm che avrebbe accompagnati i ricercatori sul posto di lavoro, sia la mattina che poi a conclusione delle ore di lavoro. Qui nessuno vuole montare un caso contro quei ragazzi e non ci sono polemiche da fare, semmai si tratta di riconoscerne il senso e il valore di quello che stanno facendo e che meritano una collocazione migliore. A quanto pare si tratta di un periodo di tre settimane e c’erano tutte le condizioni per dare a questi ragazzi un alloggio sicuramente migliore di quello attuale. A mio avviso è doveroso dare dignità a questi ragazzi che stanno facendo un lavoro molto prezioso, che merita considerazione ben superiore a quella del relegarli nella condizione attuale accampandoli nella palestra delle ex scuole elementari».

I giovani taorminesi. «Oltretutto – prosegue D’Aveni -, aspetto anch’esso prioritario della vicenda, in questo modo, e non per colpa di quei ragazzi, si va a sottrarre la palestra comunale ai giovani taorminesi e alla finalità di questa struttura, a maggior ragione in queste settimane in cui è terminato l’anno scolastico e si potrebbe fare attività sportiva e trovare un momento di svago praticamente nell’unico luogo funzionale rimasto a Taormina per fare sport. L’Università, o chi di competenza, ha il dovere di trovare le cifre per dare una giusta e adeguata dimora agli studenti in un’altra struttura o altrimenti, come detto si può valutare l’ipotesi del Capalc. In ogni caso va data una soluzione ben più adeguata a giovani che con tanta passione, grande impegno e sacrificio stanno portando alla scoperta di un pezzo di storia della città e stanno operando gratuitamente in un sito storico di grande importanza. Qui non c’è da da fare polemica, c’è da avere buon senso, nell’interesse di tutti».

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