Cancelleri e Grillo
Cancelleri e Grillo

Centrosinistra e centrodestra proseguono in Sicilia nelle grandi manovre all’insegna di un identico masochismo che sta logorando le rispettive coalizioni e sta soprattutto allontanando gli elettori. Non a caso si sta alzando in modo sensibile il numero dei siciliani che non intendono andare a votare alle Regionali di novembre. In questo clima politico, chi si avvantaggia è Giancarlo Cancelleri, leader siciliano dei pentastellati incoronato come da pronostico alle Regionarie del M5S e incoronato in piazza domenica scorsa da Beppe Grillo.

I sondaggi. A differenza di cinque anni fa, nel Movimento Cinque Stelle stavolta si respira l’innegabile aria del presentarsi ai blocchi di partenza da favoriti e non da sfidanti, con i sondaggi che danno davanti a tutti il candidato grillino. Cancelleri lo sa bene e nei mesi che mancano al voto dovrà gestire la pressione, governarla. Il modello siciliano sembra rappresentare, per altro, una sorta di laboratorio del M5S in ottica nazionale, perché altrove il movimento viene ancora percepito come un’entità di protesta mentre in terra di trinacria si è strutturato e ha superato la prima legislatura all’Ars senza scossoni, dimensionandosi come un vero e proprio partito. La linea del dialogo qui prevale e raccoglie consensi sia dai delusi di sinistra che da quelli di destra.

Il nuovo M5S. E soprattutto in Sicilia non si parla più del “soli a tutti costi”, si è aperta una porta anche a qualche eventuale futura alleanza perché è chiaro che da soli non si può governare. E allora Cancelleri si avvia alle elezioni da grande favorito con tutta la pressione stavolta sulle sue spalle. C’è chi dice che, in buona sostanza, le elezioni possa perderle soltanto lui. Cancelleri contro Cancelleri, la sfida contro se stesso è ufficialmente aperta. Soltanto il geometra può buttare via un successo che pare realisticamente probabile.

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