Elipista piano Bongiovanni
Elipista Piano Bongiovanni

L’elipista di Piano Porto, su terreno privato, è stata smantellata, l’elisuperficie accanto alla piscina comunale invece no, è ancora lì perché il Comune ha richiesto un parere al Cru per farla diventare definitiva e allora la Soprintendenza di Messina procede d’ufficio per bloccare l’utilizzo dell’area che allo stato attuale avrebbe ancora finalità di atterraggio e decollo di elicotteri. Il Soprintendente arch. Orazio Micali aveva sollecitato il ripristino dello stato dei luoghi, con una nota del 28 giugno scorso, nella quale si richiedeva alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il rispetto di quanto disposto in conferenza dei servizi a febbraio, quando si erano autorizzate le elipiste provvisorie nelle due aree per il G7 disponendo al contempo che venissero poi smontate entro un mese. «Si sospende l’esecuzione del provvedimento – afferma adesso Micali, a seguito di un sopralluogo, in una nota inviata al Comune, alla Presidenza del Consiglio e alla Regione – nella parte riguardante l’elisuperficie denominata Piano piscina, per la durata di 60 giorni decorrenti dalla ricezione della presenta nota, con applicazione della legge n.241/1990 al fine di consentire alle amministrazioni di provvedere in merito all’assunzione di responsabilità ed ai compiti finanziari ed esecutivi di rimozione di ogni opera costituente l’elisuperficie realizzata presso la piscina comunale, provvedendo nel contempo al ripristino della componente fisica ed ambientale dell’area interessata dal predetto intervento. Trascorso tale termine senza che sia stata data completa attuazione al provvedimento del 22 febbraio 2017, la Soprintendenza si vedrà costretta a procedere d’ufficio a termini di legge».

La risposta di Carpino. «La Soprintendenza – continua la nota – ha inviato una nota al Commissario Carpino con la quale ha comunicato che a stretto termine avrebbe svolto un sopralluogo per entrambe le aree interessate dagli interventi, Piano Porto e Piscina comunale, per verificare l’ottemperanza alla disposizione impartita», inerente cioè l’istanza di messa in pristino dei luoghi entro il 30 giugno. «In risposta, il Commissario straordinario – continua Micali – riferisce che in esecuzione a quanto deliberato nelle convocazioni del 15 e 22 febbraio in Conferenza dei servizi allora tenutasi in Prefettura a Messina: 1) l’elisperficie di Piano Porto è stata riconsegnata alla proprietà privata il 30 giugno scorso; l’elipista della piscina comunale è stata presa in consegna dal Comune, specificando che in Conferenza dei servizi non è stata espressa alcuna comunicazione di ripristino, bensì solo l’assunzione dell’eventuale obbligo della Regione di provvedere a proprio onere ai relativi lavori».

Interdizione d’uso. Micali chiede al dirigente generale del Dipartimento regionale dei Beni Culturali di intervenire «affinché il Dirigente generale del Dipartimento di Protezione Civile provveda presso la struttura commissariale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la realizzazione degli interventi infrastrutturali e di sicurezza connessi alla Presidenza italiana del G7, nella persona del Responsabile del Procedimento, dott.ssa Adele Tramontano, e presso il Prefetto, dott. Riccardo Carpino, al fine di rettificare la determinazione di approvazione dell’elisuperficie di Piano piscina, adottata nella conferenza dei servizi del 22 febbraio scorso, integrando la documentazione con l’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza nella medesima data, con ogni seguito previsto dalla disciplina amministrativa vigente». «Il Comune di Taormina, unitamente al soggetto eventualmente responsabile della custodia dell’elisuperficie Piano piscina – conclude il soprintendente -, provvederà ad interdirne l’uso sotto qualsivoglia forma operato, in quanto trattasi di opera non assistita da autorizzazione paesaggistica e pertanto non soggetta ad alcuna agibilità».

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