Leoluca Orlando
Leoluca Orlando (Pd)

Tramontata la nomination di Pietro Grasso, è sempre più caotica la situazione nel centrosinistra in vista delle Regionali di novembre. Lunedì avrà luogo il tavolo politico convocato da Leoluca Orlando con gli alleati parlando di elezioni regionali, i rappresentanti di Sinistra Siciliana la nuova formazione che nasce dalla fusione di Sinistra Comune (la lista ampliata di Sinistra Italiana a Palermo) e Mdp art 1 ovvero gli ex Pd che sono usciti dal partito retto da Renzi. Ma la fuga di notizie che ha svelato il progetto di una candidatura di Caterina Chinnici anziché compattare il fronte politico del centrosinistra lo ha diviso, perché più che una ipotesi per coagulare le varie forze in campo è parsa, invece, ai più, la mossa della disperazione per mettere un nome spendibile praticamente alla guida di una coalizione frantumata dal quinquennio crocettiano.

Il precedente lombardiano. Ecco perché, se sulla persona di Caterina Chinnici, ovviamente, non ci può essere nulla da dire e non si può metterne in discussione l’autorevolezza e l’integrità della figura, è altrettanto evidente che da più parti si sia già capito che la Chinnici rischia di avviarsi verso lo stesso percorso che fece qualche anno fa Rita Borsellino, lanciata nella mischia in extremis e poi sconfitta nel 2006 da Totò Cuffaro. E, a quanto pare, sulla Chinnici non confluirebbero i voti di Sinistra Siciliana. Tanto più che il messaggio della sinistra stessa a Orlando è chiaro: nessuno ha dimenticato che la Chinnici era assessore con Lombardo e dunque non può essere considerata una candidatura in discontinuità. Ma, in definitiva, non decolla nemmeno il progetto non troppo segreto di una nomination per Leoluca Orlando, ritenuto figura poco gestibile e troppo autoritaria per affidargli le chiavi del centrosinistra, anche se in fin dei conti nei numeri e nei fatti se l’è già presa l’11 giugno scorso.

L’ombra di Crocetta. E intanto Rosario Crocetta, tra videomessaggi e proclami vari, continua ad insistere nel suo intento di ricandidatura, con una ostinazione che tra qualche mese potrebbe sortire nel centrosinistra l’effetto politico autolesionistico di una spaccatura simile a quella che nel 2012, dall’altra parte, risultò fatale nel centrodestra allora diviso tra le due candidature di Gianfranco Miccichè e Nello Musumeci.

© Riproduzione Riservata

Commenti