Josè Perez
Il celebre coreografo e ballerino cubano Josè Perez

Un’opera dal fascino intramontabile. Dopo lo straordinario successo del suo debutto al Teatro Romano di Benevento e le repliche in moltissime città italiane, la “Carmen” di e con José Perez torna in scena sabato 15 luglio alle 21.30 al Teatro Antico di Taormina. Il celebre coreografo e ballerino cubano traspone in danza, proponendo una rilettura in chiave moderna, il capolavoro operistico di Georges Bizet, tratto a sua volta dal racconto di Merimée. L’allestimento vede la sinergica collaborazione del Teatro Massimo Bellini di Catania e dell’ASDC Futuro Danza Palermo. Lo spettacolo è promosso nell’ambito del progetto Anfiteatro Sicilia dell’assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo in collaborazione con l’assessorato ai Beni Culturali.

«Ringrazio la direzione del Teatro Bellini per aver accolto il progetto» afferma Josè Perez. «Sono molto contento di essere al Teatro Bellini di Catania, che ha appoggiato il progetto proposto da me e dall’associazione Futuro Danza Palermo. In passato ho avuto il piacere di danzare come étoile nel ruolo di Romeo sempre al Teatro Bellini, e oggi, sapendo che in questo teatro non esiste più un corpo di ballo, ho pensato di portare in scena Carmen già presentata nel 2015 a Benevento». Il ballerino e coreografo cubano, diventato famoso in Italia grazie alla partecipazione al programma televisivo Amici di Maria De Filippi, già nei prossimi giorni sarà a Taormina per le prove generali. In un’intervista esclusiva a Taormina Today, Josè Perez ci racconterà i dettagli della sua Carmen ma anche l’ansia, l’adrenalina, l’emozione che si respira dietro le quinte prima di entrare in scena.

Il balletto. La Carmen di Josè Perez, che ha debuttato il 14 settembre 2015 al Teatro Romano di Benevento, è un balletto in due atti che si pone come ponte tra passato e presente in cui è centrale il nodo dei sentimenti. Il balletto sarà portato in scena da una compagnia di giovani ballerini. Sulla scena lo stesso Josè Perez in Don Josè. «L’idea di creare una compagnia di giovani ballerini – dichiara Simona Filippone, organizzatrice dello spettacolo, presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Culturale Futuro Danza Palermo – nasce dal desiderio di voler valorizzare le nuove leve siciliane, dando loro la possibilità di vivere una forte esperienza sul palcoscenico insieme a dei professionisti. Voler investire sul loro percorso professionale dando un’opportunità concreta di lavoro è l’altro motivo che mi ha spinta nella creazione di questo spettacolo. Un esempio calzante è la giovanissima Chiara Amazio, interprete del ruolo di Carmen, di origini catanesi, da poco laureatasi all’Accademia del Teatro alla Scala, al suo primo debutto in un contesto di questo spessore. Alcuni degli altri ballerini sono anch’essi siciliani». La scenografia è di Raffaele Ajovalast, i costumi sono a cura di Xanto Danza di Marcella Panico.

Orchestra del Teatro Bellini. Le musiche saranno eseguite dall’orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania diretta dal maestro Stefano Salvatori. «L’obiettivo del progetto è promuovere il nostro territorio nella duplice direzione di valorizzazione dei luoghi e, al tempo stesso, i giovani artisti siciliani – dichiara Roberto Grossi, sovrintendente del Teatro Bellini di Catania – In questa visione abbiamo concepito e portato avanti la creazione di una compagnia formata selezionando nuovi talenti e la scelta del luogo di rappresentazione è caduta su Taormina, rinomata meta turistica internazionale, e sul suo inimitabile Teatro Antico. In un contesto nazionale dove l’arte della danza e la cultura in generale stanno attraversando una grave crisi, come avvenuto di recente con i tagli ai finanziamenti destinati al corpo di ballo dell’Arena di Verona e ai 4 corpi di ballo rimasti a Milano, Roma, Napoli e Palermo su 14 Fondazioni Lirico-Sinfoniche italiane, il progetto “Carmen” nasce con l’intento di dare un impulso innovativo, creando spettacoli che possano favorire il rilancio di questa meravigliosa arte».

La Carmen di Josè Perez. L’opera è ambientata in una Spagna esotica, specchio della tradizione popolare di una terra che fu crocevia di popoli e culture proprio come la Sicilia. La struttura coreografica è arricchita di contrasti fra i festosi motivi zingareschi e l’incalzare drammatico dell’azione, con una costante “narratività” esplicitamente espressa e mai fine a sé stessa. La piazza dove si svolge l’azione potrebbe essere in qualunque luogo, Oriente o Occidente, con personaggi contemporanei. La diversità tra i personaggi è riportata all’attualità, per essere poi superata in un concetto di abbattimento delle barriere sociali. La lotta tra le sigaraie è simbolo della lotta per il territorio che potrebbe essere in ogni dove, non ha una collocazione storica precisa.

I personaggi. Carmen, interpretata da Chiara Amazio, si distingue come donna diversa, fuori dagli schemi precostituiti, molto sicura, che non teme confronti e che vuole tutte le attenzioni su di sé. È sfrontata, cosciente della sua bellezza, non si lascia condizionare da nulla, sa di essere la più bella ed è ben consapevole del suo ascendente, non cede a compromessi, neanche quando va incontro al suo destino. Don José (José Perez) inizialmente non si concede, resta nella sua posizione di uomo autoritario, un soldato, determinato nella scelta di andare fino in fondo nel suo proposito. Non si espone ma è attratto da Carmen, il loro rapporto tuttavia non diventa mai profondo. È un personaggio anche egoista, perché non vuole mescolarsi a donne come Carmen, ma, nello stesso tempo, ammaliato dalla sua bellezza, vuole esercitare tutto la sua posizione su di lei. Il personaggio di Micaela, interpretato da Paola De Filippis, è rivisitato in questa versione moderna in cui non appare come la promessa sposa di José ma come un’amica di Carmen che ambisce ad essere come lei, una donna libera e indipendente e, nella speranza di riuscirci, si rende complice di José, informandolo di tutte le azioni di Carmen e richiedendo il suo intervento. Micaela è il trait d’union tra Carmen e José, un personaggio dunque molto particolare, presente quasi in ogni scena.

La trama. Con il suo fascino Carmen dimostra di essere più forte del potere militare e la sua danza rappresenta la vittoria psicologica della donna e dell’amore senza regole sul soldato e sull’autorità. José si spoglia dei gradi per diventare un uomo del popolo, in una dimensione in cui le differenze sociali sono azzerate. Il suo sentire diventa quello di un uomo comune, che non può fare più affidamento sul proprio ruolo militare per dominare gli eventi e il cui dramma interiore nasce proprio dal confronto sul piano prettamente umano con Escamillo, giovane toreador interpretato da Marco Bozzato, elegante e vittorioso nell’arena, che fa innamorare la bella Carmen. Tuttavia, José, pur non indossando più la divisa, resta un animo austero, intrappolato in rigidi schemi, incapace di gestire il confronto con il rivale e con la libertà di Carmen, che non è solo la libertà dalle catene della prigione, ma una libertà di spirito che destabilizza totalmente l’uomo-soldato, incapace di adeguarsi ad una vita in cui non sono più le sue armi a dettar legge. Dal conflitto interiore di José scaturisce la decisione di uccidere Carmen nella piena consapevolezza che, togliendole la vita, non sarà neanche più sua.

© Riproduzione Riservata

Commenti