Salvatore Castrovinci, sindaco di Torrenova
Salvatore Castrovinci, sindaco di Torrenova

Da Taormina e dalla zona ionica sino alla fascia tirrenica gli amministratori dei centri abitati del messinese fanno fronte comune contro il possibile arrivo, nei rispettivi territori di circa 2200 migranti. Gli esponenti delle Giunte e dei Consigli comunali di Torrenova, Capo d’Orlando, Brolo, San Marco d’Alunzio, Mirto, Reitano, Rocca di Capri Leone, Longi, Ficarra, Alcara Li Fusi, Militello Rosmarino, Acquedolci, Mistretta, Sant’Agata Militello, Caronia, Galati Mamertino, Frazzanò, Santo Stefano di Camastra, Sinagra e Piraino hanno infatti chiesto una riunione urgente al Prefetto in merito al bando sulle strutture da destinare all’accoglienza di 2200 migranti. Si tratta della procedura nell’ambito della quale è stata prospettata anche la destinazione di 38 migranti alla Città di Taormina, alla quale ha deciso di opporsi il Civico consesso col sostegno anche delle principali associazioni di operatori turistici ed economici.

Il bivio cruciale. «Tutti insieme contro l’arrivo sconsiderato dei migranti», è il tema dominante emerso al termine dall’incontro svoltosi al palazzo municipale di Torrenova convocato dal sindaco del luogo, Salvatore Castrovinci. Nella circostanza gli amministratori dei Comuni dei Nebrodi hanno fatto il punto della situazione in riferimento al bando previsto dalla Prefettura e la linea condivisa dai rispettivi rappresentanti politici è quella di dire “No” al trasferimento in zona dei migranti. La convinzione dei vari amministratori dei Comuni è che il bivio sia adesso, la loro certezza è che accettare adesso una quota di migranti, anche se dovesse trattarsi di poche unità, significherebbe aprire di fatto le porte poi all’onda lunga, progressiva e inevitabile, di altri successivi trasferimenti nell’arco delle successive settimane o dei mesi che verranno. Gli sbarchi sono destinati a proseguire e di riflesso la prospettiva concreta alla quale si oppongono i Comuni è quella che pochi migranti trasferiti ora vengano poi seguiti da numerosi altri, determinando situazioni di inopportunità ambientale nei territori e alimentando di riflesso il tentativo di speculazione economica da parte di privati che vogliono ospitare per lucrare e che, quindi, poco o nulla avrebbero a che vedere con l’accoglienza umanitaria e con i meccanismi di solidarietà.

Lo spettro dei privati. «Il 12 giugno scorso, all’indomani delle elezioni, i sindaci siamo stati convocati in Prefettura per la questione migranti – ha detto Castrovinci – il Prefetto ci ha spiegato che sarebbe stato pubblicato un bando che riguarda tutto il territorio per la questione dei migranti poiché c’è un’urgenza importante. Ci hanno detto che stavano cercando strutture per risolvere la situazione. Ho chiesto al Prefetto il rispetto della circolare Morganti che prevede la presenza di 2,5 immigrati ogni mille abitanti». «La situazione è più grave di quella che ci hanno rappresentato – ha aggiunto Castrovinci – e dobbiamo essere tutti uniti e decidere cosa fare: decidere se richiedere o meno udienza al Prefetto tutti insieme. Quello che è successo a Galati Mamertino potrebbe succedere anche in altri comuni». Tempo fa a Torrenova era stato previsto l’arrivo di migranti poiché una struttura del luogo si era detta disponibile ad accogliere gli immigrati. In seguito l’Ufficio tecnico di quello stesso Comune riscontrò che la struttura non aveva i requisiti per accogliere i migranti. «Dietro queste cooperative ci sono interessi che non immaginavo – ha concluso Castrovinci, con un vero e proprio sfogo – sono stato accusato di razzismo ma così non è, si tratta invece di una questione di difesa del territorio e dell’incolumità dei nostri cittadini».

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