Eligio Giardina, sindaco di Taormina
Eligio Giardina, sindaco di Taormina

La riunione delle scorse ore a Palazzo dei Giurati va in archivio con la volontà da parte del Consiglio comunale di prevedere un atto deliberativo che comunichi alle autorità (Governo, Prefettura e Regione) la non esistenza a Taormina di strutture idonee ad accogliere e la sostanziale impossibilità di recepire la richiesta prefettizia. Ma ha destato, invece, qualche perplessità tra i presenti la spiegazione data dal sindaco sulla situazione che, a detta di alcuni partecipanti alla riunione, è parsa alquanto contraddittoria – o insomma poca chiara – in alcuni punti. «La Città non ha strutture idonee per accogliere i migranti, abbiamo verificato e l’unica esistente è il Capalc al cui riguardo come ho già detto non ci sarà alcuna disponibilità a farne un centro per i migranti», ha evidenziato Giardina. Poi ha aggiunto: «Credo che bisogna porre un limite al numero delle persone che la città può ospitare. Non possiamo impedire, però, che ci siano strutture disposte a farlo e non possiamo impedire che, tramite il bando già in essere, raggiungano un accordo con la Prefettura».

Il rebus dei 38. Il sindaco ha evidenziato che, stando a quanto discusso nelle riunioni in Prefettura, «se Taormina aderirà allo Sprar arriveranno soltanto 38 migranti, la Prefettura si è impegnata con noi in tal senso», ma poco dopo ha anche detto che «se la Regione dovesse raggiungere un accordo con dei privati bypasserebbe tutti e nemmeno la Prefettura può bloccare eventuali iniziative da parte della Regione». «Ad ogni modo – ha concluso Giardina – vi è la necessità di porre un freno al fenomeno migratorio in città e se il consiglio comunale chiederà una deroga per Taormina, prenderò atto di quanto deciso e proporrò tale atto di indirizzo al Governo».

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