Tra i vari punti della delibera che voterà il Consiglio anche un invito alle «strutture ricettive, pubbliche e private, e singoli cittadini ad informare immediatamente il sindaco prima di manifestare la disponibilità all’accoglienza dei migranti clandestini non censiti».

Vertice in Comune nelle scorse ore sulla questione del possibile arrivo in città di almeno 38 migranti. Al tavolo a Palazzo dei Giurati si sono trovati insieme ad amministratori e consiglieri comunali anche i rappresentanti delle categorie albergatori, commercianti, imprenditori, guide turistiche e B&B e case d’epoca. Erano presenti il sindaco Eligio Giardina, il presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni, l’assessore Salvo Cilona, i consiglieri comunali Eugenio Raneri, Vittorio Sabato, Antonio Lo Monaco, Salvo Brocato e Pinuccio Composto, ed inoltre Italo Mennella (presidente Associazione Albergatori di Taormina) Rosella Castorina Ponte e Gerardo Schuler (Albergatori), Franco Parisi (presidente Associazione Imprenditori per Taormina), Ernesto Fichera (presidente Associazione Guide Turistiche della Provincia di Messina) e Giovanni Ficarra (presidente Associazione B&B e Case d’Epoca Città di Taormina). Nel corso della discussione le parti hanno condiviso, in sostanza, una posizione di inopportunità del trasferimento di migranti a Taormina, evidenziando tuttavia che nella località turistica non esistono forme di razzismo alla base di questa decisione. A tal proposito, le parti riunitesi a Palazzo dei Giurati, nel concordare sull’assenza dei necessari presupposti per un’accoglienza sul territorio, hanno comunque dato disponibilità ad effettuare eventuali aiuti economici e umanitari a distanza.

La proposta. Si è, intanto, discussa una bozza di proposta di delibera che arriverà in discussione nella prossima seduta di Consiglio comunale, nella quale si chiederà al Governo Gentiloni di non includere la Città di Taormina nei programmi di destinazione dei migranti. La proposta di delibera prevede di «sensibilizzare le Autorità superiori sulle problematiche conseguenti l’accoglienza di eventuali migranti -profughi clandestini», e tra i vari punti anche di «invitare le strutture ricettive, pubbliche e private, e singoli cittadini ad informare immediatamente il sindaco prima di manifestare la disponibilità all’accoglienza dei migranti clandestini non censiti», e delibererebbe di «invitare il Prefetto di Messina ad informare con urgenza il Sindaco di Taormina nell’eventualità di dislocazione profughi clandestini non censiti nella nostra comunità». «La Città di Taormina – si legge nella proposta di delibera -, nel suo patrimonio non ha strutture idonee così per come previsto dalle normative vigenti da poter destinare a questa tipologia di accoglienza, per cui la richiesta prefettizia di poter accogliere n. 38 migranti clandestini non censiti nel quadro di ripartizione che coinvolge i Comuni della ex provincia di Messina con popolazione superiore ai 2.000 abitanti non può trovare accoglimento da parte pubblica ne si ritengono accettabili programmi di housing sociale per le motivazioni che si espliciteranno».

L’incognita della Regione. Stando a quanto riferito dal sindaco nel corso della riunione «la Prefettura ha riferito che la dislocazione riguarderebbe 38 migranti», ma che «al contempo non vi può essere certezza che non ci siano altri arrivi se la Regione procederà a sua volta alla stipula di accordi con i privati». Si teme, insomma, che anche la rassicurazione da parte della Prefettura di limitare l’invio dei migranti al numero di 38 persone non avrebbe poi certezza conseguenziale in presenza di eventuali altre iniziative da Palermo. Si punta, infine, a bloccare qualsiasi richiesta di cambio di destinazione d’uso o di incremento volumetrico in Consiglio comunale per immobili privati che potrebbero aderire al bando indetto dalla Prefettura. Taormina sarebbe, infine, disposta a dare un contributo economico in favore degli emigranti per il sostegno umanitario e per aiutarli nel contesto di una destinazione in altri territori.

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