Migranti a Taormina

Il Consiglio comunale si prepara a discutere e votare un documento nel quale si comunicherà l’assenza di strutture idonee e condizioni sia logistiche che ambientali per accogliere i migranti a Taormina, nonché la conseguente aspettativa della Città di Taormina che la capitale del turismo siciliano venga esclusa dai programmi per le destinazioni di migranti nel proprio territorio. Il documento verrà posto all’esame anche dei rispettivi Consigli comunali delle località limitrofe a Taormina, a partire da Giardini, Letojanni e Castelmola, evidenziando comunque che a Taormina «non ci sono forme di razzismo e si è pronti a sostenere i migranti eventualmente a distanza». Si stanno, dunque, predisponendo in queste ore le determinazioni preliminari a seguito richiesta prefettizia di accogliere 38 migranti – profughi/clandestini non censiti, nel quadro di ripartizione che coinvolge i comuni della ex provincia di Messina con popolazione superiore ai 2.000 abitanti. Ecco la bozza – ancora in fase di lavorazione per la stesura definitiva – del documento che sta per arrivare in aula consiliare.

Premessa. «Premesso che nel corso del 2017 il fenomeno degli sbarchi di cittadini extracomunitari, provenienti in particolare dai Paesi del Nord Africa, si è significativamente intensificato, assumendo i connotati di un esodo di massa delle popolazioni africane, raggiungendo nel primo semestre 2017 la soglia di 83.731 migranti presenti sul territorio italiano; atteso che il trend degli arrivi dei migranti sulle coste italiane dimostra una crescita esponenziale nel periodo compreso tra il 2011 ed il 2017 e che gli eventi di sbarco registrati in ambito nazionale a decorrere dal 2015, comparati con i dati di riferimento agli anni precedenti, dimostra un incremento seriamente preoccupante del fenomeno; Considerato che i dati relativi alla distribuzione generale dei migranti nelle strutture temporanee, nei Cara, nello Sprar negli anni 2013, 2014 e 2015 sino a febbraio sono i seguenti: 22.118 anno 2013; 66.066 anno 2014; 67.128 fino a febbraio 2015. Considerato che nell’anno 2016 i migranti arrivati in Italia hanno raggiunto la quota di 181.405, 60.000 dei quali hanno richiesto asilo politico e dei quali sono state accolte 20.000 richieste e pertanto principalmente il fenomeno non riguarda profughi, a cui è giusto dare accoglienza, ma in maniera marcata si tratta di persone in stato di clandestinità. Dato atto che lo scenario è radicalmente mutato rispetto al tempo in cui sono stati scritti e ratificati trattati ed accordi che prevedono il diritto di asilo politico nel paese di prima accoglienza e pertanto necessita intervenire con urgenza per ripristinare piena governabilità dei flussi migratori e conciliazione tra politiche di sicurezza e principi costituzionali di solidarietà sociale».

La questione internazionale. «Considerato che il fenomeno, per le proporzioni immani, è divenuto altresì oggetto di gestioni criminali con significative derive speculative e di veri e propri “mercati” di esseri umani, sia nei territori di provenienza che nei territori di sbarco, con la possibile presenza dell’Isis dietro il traffico dei migranti; atteso che il Paese verso cui sono diretti gli sbarchi è l’Italia ed, in particolare, le coste della Sicilia; dato atto che la gestione del fenomeno “profughi/clandestini” grava allo stato esclusivamente sulle istituzioni” italiane che, ad oggi, hanno impegnato senza soluzioni di continuità navi della Marina Militare per il recupero in mare, Forze dell’Ordine per l’identificazione dei profughi, strutture ospedaliere per le cure vitali, immobili per l’accoglienza e destinato fondi del bilancio dello Stato per circa 1 miliardo di euro nel 2014, prevedendo una quota media di sostentamento giornaliero di euro 35,00 per immigrato; considerato che, nonostante la drammaticità e le proporzioni del fenomeno, l’Italia è stata completamente isolata nella gestione dei profughi, assumendo la piena responsabilità politica, sociale e finanziaria dell’emergenza a fronte di un totale disconoscimento dell’esodo di massa da parte delle istituzioni europee ed internazionali; atteso che solo di recente, a causa di un’ingente “tragedia del mare” con annegamento di 900 immigrati (oltre il doppio della strage di Lampedusa nel 2013 che registrò 366 morti), il Governo Italiano ha sollecitato una risposta all’emergenza sul piano europeo e che ad oggi le soluzioni risultano del tutto inadeguate considerato che lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri ha definito in questi giorni “insufficiente” il Piano UE sugli immigrati; considerato che l’Italia si sta gradualmente trasformando in un enorme “campo profughi/clandestini” e che non si rinvengono ad oggi soluzioni politiche e normative, né a livello nazionale né a livello comunitario ed internazionale, in grado di individuare una gestione “sostenibile” dell’emergenza, producendo disagio diffuso nei territori italiani e creando allarme e gravi discriminazioni sociali in quanto l’”emergenza profughi/clandestini” sta sovvertendo le priorità delle politiche di governo e penalizzando in definitiva i cittadini italiani che sostengono, con il lavoro e le tasse, istituzioni e servizi pubblici; ritenuto che tale gestione delle politiche migratorie stia incrementando a dismisura il livello di indebitamento pubblico, con una previsione di spesa per il 2015 molto superiore al 2014 ed occorre invertire repentinamente le direttive di governo».

Ordine pubblico e sicurezza. «Dato atto che non sono trascurabili nemmeno i problemi correlati all’ordine e alla sicurezza pubblica in quanto in molti casi i profughi si sottraggono all’identificazione impedendo il successivo controllo degli spostamenti sul territorio italiano ed europeo e non chiedono in seguito asilo politico, determinando condizioni di clandestinità a tutti gli effetti con pregiudizio per le politiche di prevenzione e lotta al terrorismo; preso atto delle informazioni date dal Sindaco al Consiglio comunale sulla convocazione da parte del Prefetto di Messina nella seduta del 27 giugno sull’ipotesi prefettizia di assegnare alla Città di Taormina 38 migranti, a seguito della stipula del protocollo d’intesa tra l’Anci, l’associazione dei Comuni Italiani ed il Ministero degli Interni, a cui è seguito un ulteriore incontro di approfondimento tra il Prefetto ed il Sindaco, il Presidente del Consiglio comunale ed un consigliere di opposizione avvenuto in data (da stabilire, ndr) ed i cui esiti sono stati illustrati dagli stessi nel corso della seduta del Consiglio comunale del 4 luglio».

Assenza di strutture idonee. «Accertato che la Città di Taormina nel suo patrimonio non ha strutture idonee così per come previsto dalle normative vigenti da poter destinare a questa tipologia di accoglienza, per cui la pressante richiesta prefettizia al fine di poter accogliere n. 38 migranti clandestini non censiti nel quadro di ripartizione che coinvolge i Comuni della ex provincia di Messina con popolazione superiore ai 2.000 abitanti non può trovare accoglimento da parte pubblica ne si ritengono accettabili programmi di housing sociale per le motivazioni che in appresso si espliciteranno; atteso che il confronto dialettico responsabile ma inconciliabile sulle posizioni politiche da assumere sulla paventata richiesta prefettizia (quasi impositiva) e senza voler entrare nel merito della strategia, tipologia, ecc., solo ed esclusivamente per rispetto istituzionale e, poiché la discussione aperta in consiglio comunale è stata la prima di altre che sicuramente seguiranno, ravvisata la necessità di aprire un canale di dialogo con la cittadinanza ed i rappresentanti delle categorie produttive e sociali per comprendere, prima di assumere la qualsivoglia decisione alla pressante richiesta prefettizia; atteso che le operazioni ad oggi poste in essere dallo Stato italiano (Mare nostrum) e dall’Unione Europea (Triton) sono concentrate solo ad un inefficace piano del recupero e salvataggio in mare spesso risparmiando da morte certa migliaia di vite umane, di contro sulla successiva accoglienza dei migranti, sul blocco delle partenze dalle coste africane e su misure di effettivo contenimento del fenomeno in generale, in una prospettiva politica del tutto opposta a quella che questa fase emergenziale richiederebbe non si intravedono strategie condivise a livello di U.E., ed vertice informale in corso a Tallin sui migranti vede l’Italia isolata dalle strategie e sugli interventi da attuare sull’emergenza sbarchi nel Mediterraneo che rischia di provocare il collasso dei porti italiani».

Criticità sociali. «A fronte di quanto sin qui evidenziato, nella totale carenza e/o inadeguatezza di politiche nazionali e sovranazionali dell’immigrazione, non sia proponibile ed accoglibile una risposta dai territori e dalle singole comunità locali, scaricando in definitiva sui Comuni emergenze che non possono avere soluzioni locali se non a danno dell’ordinata e pacifica convivenza civile delle comunità residenti; considerato altresì che le Amministrazioni Comunali sono gravate da una serie di criticità, che spaziano dalle lacerazioni del tessuto sociale per la disoccupazione dilagante e l’assenza di reddito minimo per le famiglie alla recessione economica alla paralisi di politiche per lo sviluppo dei territori, alle quali è impossibile far fronte in un contesto di totale insicurezza di risorse disponibili per i bilanci comunali, vincoli del patto di stabilità e di conseguente impedimento all’effettivo esercizio dei poteri di indirizzo e programmazione economico-finanziaria».

Evitare lo smistamento. «Ritenuto che in tale contesto non sia percorribile la soluzione proposta dal Ministro dell’Interno per il tramite delle Prefetture-Comuni disponibili ad accogliere sul territorio i profughi senza porre ulteriori condizioni; ritenuto, ancora, che la Città di Taormina in sinergia con le forze economiche e sociali possa dare una risposta concreta alla richiesta prefettizia, certamente in fase embrionale, da approfondire, concertare e ricondurre all’interno della legislazione vigente in materia ma che passa attraverso – Accordi di programma – o strumenti similari e con piani mirati all’inserimento di migrati censiti e non clandestini mirati all’inserimento lavorativo, all’integrazione sociale e scolastica e partecipazione alla vita economica, sociale e culturale della Città; considerato che l’ipotesi di cui sopra non può tener conto delle criticità finanziarie comunali, della fragilità dell’economia per cui si è dell’opinione che non possono consentirsi ulteriori invenzioni strategiche mirante a favorire speculazioni da parte di privati o pseudo soggetti caritatevoli, la soluzione prospettata che ha risvolti e ricadute di carattere sociale ed economico non può prescindere da una conferenza dei servizi a livello prefettizio al fine di assumere decisioni vincolanti sui servizi di sicurezza da garantire alla Città; atteso che si è, inoltre, dell’ avviso che rimane necessario modificare gli accordi tra Ministero dell’Interno, Regione Sicilia e Associazioni e Cooperative Sociali che gestiscono l’accoglienza dei profughi, prevedendo che la qualsiasi sia condizionata all’effettiva presenza ed all’identificazione dell’immigrato ed in linea con le normative anticorruzione e la gestione dei contributi pubblici sia assolutamente trasparente; preso atto dei contenuti: – programmazione pluriennale in tema di politiche del Lavoro e dell’Integrazione, periodo 2014-2020 della Regione Sicilia, – delle cinque azioni del Piano integrato della Regione Sicilia, con relativi avvisi e proroghe varie, nonché del relativo Piano di intervento, l’analisi del fabbisogno e le relative percentuali per provincie, i destinatari con relative assegnazione di budget, – Decreto del Dirigente generale n. 422 del 10 marzo 2017 (Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità, Regione Sicilia, Dipartimento Infrastrutture, Mobilità e Trasporti, Servizio 7 – Politiche urbane e abitative con annesso Avviso pubblico per la presentazione di manifestazioni di interesse per la realizzazione di programmi di housing sociale, – dei dati Istat degli stranieri residenti al 1 gennaio 2016 nella Città di Taormina e rappresentano il 6,7% della popolazione cittadina, perfettamente integrati e senza alcun problema di isolamento ed il trend dal 2004 al 2016 ha tendenze di crescita; Considerato che il sistema dell’accoglienza è al collasso e le Prefetture, su sollecitazione del Viminale, sono solamente impegnate a trovare soluzioni alloggiative sul territorio; ritenuto pertanto, per quanto fin qui esposto e considerato, di approvare il presente deliberato conferendo mandato al Sindaco ed al Presidente del Consiglio comunale, per le rispettive competenze, affinché svolgano, nelle sedi opportune, tutte le iniziative necessarie al fine di evitare lo “smistamento” dei profughi/clandestini nel territorio di Taormina e del suo comprensorio».

Le conclusioni. «Il provvedimento delibera: “la premessa narrativa rappresenta parte integrante e sostanziale del presente atto; 1) conferire mandato al Sindaco ed al Presidente del Consiglio comunale, nelle rispettive competenze, affinché svolgano, nelle sedi opportune, tutte le iniziative necessarie al fine di sensibilizzare le Autorità superiori sulle problematiche conseguenti l’accoglienza di eventuali migranti -profughi clandestini- ; 2) di garantire che sia informato con immediatezza il Sindaco, da parte del Prefetto di Messina, quale Autorità Sanitaria Locale e di Pubblica Sicurezza, del numero effettivo e dell’avvenuta o meno identificazione degli immigrati clandestini assegnati alla Città di Taormina; 3) di invitare le strutture ricettive, pubbliche e private, e singoli cittadini ad informare immediatamente il sindaco prima di manifestare la disponibilità all’accoglienza dei migranti clandestini non censiti; 4) di garantire da parte delle Istituzioni preposte la massima trasparenza ed informazione su iniziative, determinazioni e quant’altro riguardante l’accoglienza di profughi/migranti clandestini non censiti; 5) di verificare, con il supporto degli organi di Polizia Locale e dell’Ufficio Tecnico, le condizioni: di idoneità, di agibilità igienico-sanitarie degli immobili in cui gli immigrati clandestini non censiti sono alloggiati su disposizione prefettizia, regionale, mediante gestione programmi di housing sociale e/o altra denominazione; 7) esprimere un giudizio negativo sull’atteggiamento assunto fino ad oggi dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia e in particolare da molte nazioni facenti parte quali Francia, Germania, Spagna ed invitare l’U.E. al dialogo e ad impegnarsi per il controllo e la gestione del fenomeno migratorio che sta investendo tutti i Paesi; 9) di sollecitare il Ministro degli Interni ad una valutazione approfondita della situazione reale del Paese e ad adottare i provvedimenti necessari per garantire la sicurezza e la legalità su tutto il territorio italiano nonché di attenzionare tutti i provvedimenti adottati dalla Regione Sicilia in materia; 10) di trasmettere il presente deliberato al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Ministro degli Esteri, alla Prefettura di Messina, alla Città Metropolitana di Messina, al Presidente della Regione Sicilia; 11) di invitare il Prefetto di Messina ad informare con urgenza il Sindaco di Taormina nella eventualità di dislocazione profughi clandestini non censiti nella nostra comunità; 12) evidenziare, infine, che l’utilizzo degli Uffici Territoriali di Governo delegati a “smistare” i profughi/clandestini non censiti tra le comunità locali, a tempo sostanzialmente indeterminato ed in quanto non è allo stato percepibile il piano della proposta politica governativa ed iniziative prive di “negoziazione istituzionale” dell’accoglienza risultano del tutto vulnerati dai principi di autonomia e di rappresentatività diretta dei cittadini in seno alle istituzioni locali. Infine – conclude il documento -, stante l’urgenza a provvedere in merito, per le motivazioni indicate con successiva votazione, resa nei modi e forme di legge, delibera di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile».

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