Da sinistra: Mariagrazia Minutoli, Giuseppe Carà e Giuseppe Cannizzaro
Da sinistra: Mariagrazia Minutoli, Giuseppe Carà e Giuseppe Cannizzaro

Aumentano i risparmi degli italiani e con essi cresce la domanda di consulenti capaci di conservare e accrescere i loro patrimoni. Il mercato del wealth management, letteralmente della gestione della ricchezza, ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni perché propone una gestione a tutto tondo degli asset familiari che comprendono l’area finanziaria, quella imprenditoriale, l’immobiliare, la generazionale, quelle delle opere d’arte e della charity. Di questo si è discusso durante l’incontro a Giardini Naxos sul tema “La tutela del patrimonio aziendale e familiare: approccio multidisciplinare e nuove opportunità». Nella sala congressi dell’Hellenia Yachting Hotel di Giardini Naxos si è tenuta la prima tappa del percorso “AperImpresa”, ideato e progettato da Giuseppe Carà, avvocato e titolare dello Studio Legale Tributario Carà, e da Giuseppe Cannizzaro, consulente finanziario a Giardini Naxos, con la collaborazione e partecipazione di Mariagrazia Minutoli, notaio di Messina.

«Un’occasione di incontro e di confronto» ha evidenziato l’avvocato Giuseppe Carà. «Uno spazio fisico in cui condividere esperienze e riflessioni, dedicato al mondo imprenditoriale ma anche al risparmiatore privato. Abbiamo esaminato da diverse prospettive il tema del Wealth management». Gli interventi dei relatori hanno messo in luce i diversi approcci al tema, partendo da quello legale e passando poi al profilo fiscale e finanziario. «Il pubblico ha partecipato numeroso ad un incontro che potrebbe segnare l’inizio di un percorso di approfondimento teorico e pratico, con la speranza che possa offrire e fornire un valido contributo per il miglioramento e lo sviluppo del territorio». «Un risultato ben oltre le nostre stesse aspettative – gli fa eco Giuseppe Cannizzaro, consulente finanziario – L’attenzione e il palese interesse del pubblico ha posto in evidenza la diffusa necessità di ricevere risposte chiare e veritiere rispetto ad un bombardamento mediatico incontrollato che genera pericolose confusioni e conseguente allarmismi, spesso ingiustificati. Le criticità esistono e non vanno in alcun modo minimizzate, bensì, correttamente identificate, ricercando soluzioni professionali mirate, sulla base di una attenta valutazione delle specificità di ogni singolo caso. Tali soluzioni, sempre più spesso, presuppongono valutazioni che necessitano l’intervento simultaneo e sinergico di professionalità diverse».

Il Wealth management. «Il Wealth Management rappresenta oggi una realtà – afferma l’avvocato Carà -su cui è importante confrontarsi alla luce dei nuovi rischi che possono colpire il patrimonio aziendale e familiare e alla mutevolezza dello scenario socio – economico attuale». Un servizio di gestione dei patrimoni, costituiti da beni e valori immobiliari e/o mobiliari, comprese le aziende e le opere d’arte, che si sviluppa attraverso le sinergie di professionalità diverse quali consulenti finanziari, fiscali, legali, estimatori. «Il Wealth management – spiega l’avvocato Carà – è un segmento della consulenza finanziaria dalle mille sfaccettature. Come efficacemente evidenziato dal professor Stefano Loconte, docente di diritto tributario e dei trust all’università Lum-Jean Monnet, l’obiettivo peculiare ed ambizioso del wealth management è quello di fornire una risposta olistica alle complesse e variegate esigenze che caratterizzano il patrimonio di un singolo individuo, o di una famiglia, avendo, dunque, la capacità di spaziare dal settore finanziario a quello legale, passando per le iniziative filantropiche».

La pianificazione. «Proteggere il patrimonio – chiarisce Carà – non significa solo porlo al riparo dalle possibili iniziative dei creditori, ma significa piuttosto porlo al riparo da tutti i possibili rischi che, in qualunque modo, diretto o indiretto, possono comportare la perdita di valore dei propri asset». Gli interventi dei relatori hanno messo in luce come pianificare e proteggere il patrimonio non significhi distrarre lo stesso dai creditori ma piuttosto definire e implementare, in funzione dei rischi reali e delle esigenze soggettive, strategie mirate e sinergiche attraverso l’uso consapevole degli strumenti giuridici predisposti dall’ordinamento e dei prodotti finanziari attualmente disponibili sul mercato. In questo contesto appare di primaria importanza divulgare una cultura della pianificazione in contrapposizione a una cultura della improvvisazione, eccessivamente rischiosa e non giustificata, soprattutto con specifico riferimento allo scenario economico attuale.

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